Il responsabile Giustizia dello Sdi Enrico Buemi dichiara di essere pronto ''sin da ora'' a sottoporsi a qualsiasi test ''da quello anti-droga a quello anti-alcool e anti-tabagismo'', ma punta il dito contro le Iene per il metodo usato ''pur di fare spettacolo''.
''Sono pronto sin da ora a sottopormi a tutte le verifiche che vogliono - dichiara Buemi - ma devo comunque dire che l' iniziativa presa dalla Iene e' grave. Il prelievo di sostanze biologiche personali puo' avvenire solo previa autorizzazione della magistratura''.
CAPEZZONE: 'NO ALLA CENSURA'
'Rispetto molto il garante, ma chiedo di 'liberare' e 'dissequestrare' le Iene'', dichiara Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, che aggiunge: ''La privacy vale, ma la liberta' di informazione vale anche di piu'. Dico no alla censura''.
LE INDISCREZIONI
Ampie le indiscrezioni diffuse ieri sullo 'scoop' televisivo: Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: e' il risultato di un test eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati dalle Iene, che ne proporranno i risultati nella prima puntata della nuova serie del programma, domani alle 21 su Italia 1.
Il test eseguito con uno stratagemma e' il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, ''ha una percentuale di infallibilita' del 100%''.
Il 32% degli 'intervistati' e' risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina. Naturalmente nel servizio-inchiesta proposto domani non si riconosceranno i deputati sottoposti al test.
LE REAZIONI
Cosa dicono gli interessati
ROMA, 9 ottobre 2006 - Oltre a Capezzone, il primo a intervenire sullo scoop delle Iene, sono parecchi i politici che si sono espressi.
PAOLO FERRERO (PRC)
''Personalmente - ha osservato il ministro - non apprezzo queste modalita' di intrusione nella vita privata delle persone. Cio' detto il dato del test sembrerebbe confermare quella che e' una voce popolare sul consumo delle sostanze da parte di molti parlamentari''.
A suo avviso, ''in ogni caso, la vicenda dovrebbe permettere al mondo politico di riflettere in modo piu' laico su questi temi, ben sapendo che i politici non rischiano di subire i controlli e le sanzioni che subiscono invece i normali cittadini''.
ALESSANDRA MUSSOLINI (As)
''Combattiamo contro quel falso moralismo che si occupa di quel che accade in tv ma nasconde quel che accade nel palazzo. Abbiamo attivato una petizione on line sul sito www.azionesociale.net che presenteremo ai Presidenti di Senato e Camera per denunciare quanto viene .
''Vogliamo sapere chi tra i rappresentanti del popolo usa droga, come e da chi la compra ma soprattutto se la vende: ci manca solo l'onorevole 'pusher'
IL TOSSICOLOGO
Un test ''serio e scientificamente valido, ma non sufficiente da solo a confermare la positivita' all'uso di droghe''. Cosi' il tossicologo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanita', definisce il 'drug wipe', ovvero il test con tampone frontale utilizzato dalle 'Iene' e che avrebbe rivelato la positivita' all'uso di stupefacenti di un deputato su tre tra i 50 sottoposti a loro insaputa all'esame.
CARLO GIOVANARDI (Udc)
Che alcuni deputati consumino droghe non meraviglia l'ex ministro ''padre'' della legge sulla droga attualmente in vigore, che pero' non ritiene che siano cosi' tanti come risulta dal test delle 'Iene'. Secondo il parlamentare la droga e' diffusa anche al Senato, per esempio tra i senatori a vita.
''Se le Iene vogliono dire che anche in Parlamento c'e' chi consuma cocaina - afferma Giovanardi - scoprono l'acqua calda. Anche al Senato se ne fa uso, com'e' noto, basta andare a vedere tra i senatori a vita''.
La cocaina infatti, sottolinea, colpisce particolarmente ''le classi ricche, quindi la politica, le imprese, i professionisti, e cosi' via'', e questo ''preoccupa particolarmente''. Quanto alle dimensioni del fenomeno, ''mi sembra il solito trucco per dire che siccome la usano tutti, e' talmente diffusa, tanto vale legalizzarla, un po' come si fa oggi con l'eutanasia''.
BENEDETTO DELLA VEDOVA (Forza Italia)
''Dalle intercettazioni telefoniche a quelle fisiologiche'': e' critico riguardo al test delle 'Iene' il deputato Della Vedova, che denuncia il ricorso alle ''analisi tossicologiche abusive'' nei confronti dei parlamentari.
Anche se poi aggiunge di non meravigliarsi affatto del risultato dell'indagine.'E' un campione rappresentativo dell'Italia - dice riferendosi alla cifra di un deputato su tre che farebbe uso di droga - la diffusione del consumo e' estesa, come dicono anche le statistiche''.
''Se e' vero quello che scaturisce dal test delle 'Iene' - aggiunge - allora e' vero che c'e' nel Paese un uso diffuso di sostanze illegali''. Da cio', secondo della Vedova, ne deve conseguire che ''anche nel centrodestra deve partire una riflessione sul fallimento del proibizionismo".
FRANCESCO MOSCA (Giovani socialisti)
"I parlamentari fanno largo uso di droghe, quindi la smettano una volta per tutte con la morale proibizionista''. E quanto affermato dalle 'Iene' ''e' soltanto la controprova di quello che sapevamo, ed e' frutto della loro stessa ipocrisia moralistica contro il consumo delle droghe''.
''Questi tossicoparlamentari - cosi' li definisce Mosca - sono il frutto di una politica sbagliata in tema di consumo di droga da loro stessi voluta'', e ''soltanto una nuova legge antiproibizionista che cancelli la legge Fini puo' condurre ad una seria politica di contrasto alla droga, e puo' forse aiutare questi tossicoparlamentari ad uscire dalla loro dipendenza''.
ANTONIO TAJANI (FORZA ITALIA)
''Mi sembra strano. Mi auguro sia falso'': il presidente degli eurodeputati di Forza Italia si stupisce al risultato del 'test' delle Iene sui deputati dal quale emerge che uno su tre farebbe uso di sostanze stupefacenti, e prende le distanze.
''Io personalmente - dice - sono contrario all'uso di sostanze stupefacenti che sono pericolose per chi ne fa uso e negative per l'esempio che danno''.
Corriere della Sera
10 ottobre 2006
Il servizio : «Un parlamentare su 3 fa uso di sostanze stupefacenti»
Droga tra i parlamentari, stop alle Iene
Il Garante vieta di mandare in onda (era previsto stasera) il test condotto a loro insaputa su 50 onorevoli: «Violata la privacy»
ROMA - Bloccate le Iene. Niente servizio sull'uso di droga tra i parlamentari italiani. Lo stop alla trasmissione di Italia 1 è arrivato dal Garante per la privacy. E così il test effettuato su 50 onorevoli, secondo il quale uno su tre fa uso di sostanze stupefacenti, questa sera non andrà in onda. Immediata la protesta di Davide Parenti, papà e autore della trasmissione: «Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati».
LE REAZIONI - Il servizio aveva provocato una serie di reazioni contrastanti. Il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, aveva parlato di «pessima trovata pubblicitaria». Il segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, aveva fatto invece i complimenti alle 'Iene' e aveva accusato «i finti stupiti e i 'caduti dalle nuvole'». Daniela Santanché, di Alleanza Nazionale, aveva chiesto l'intervento di Fausto Bertinotti. Ironico era stato il commento del capogruppo vicario della Dc alla Camera dei deputati, Giampiero Catone: «Serve una legge antidoping per i provvedimenti importanti come la legge finanziaria».
«NO ALLA CENSURA» - Nuova serie di reazioni dopo la decisione del Garante. «Siamo al regime. La censura su una inchiesta giornalistica è grave e la denuncerò al Parlamento europeo» dichiara Alessandra Mussolini, di Alternativa Sociale. «Rispetto molto il garante, ma chiedo di 'liberare' e 'dissequestrare' le Iene» afferma Capezzone, che aggiunge: «La privacy vale, ma la libertà di informazione vale anche di più. Dico no alla censura». Secondo il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, «alle Iene sono un po' imbroglioni, ma se i miei colleghi non facessero uso di droghe, non si vedrebbe». Italo Bocchino, di Alleanza Nazionale, afferma che «la decisione del Garante è in linea con la normativa vigente, ma gli effetti della sospensione della trasmissione rischiano di essere anche peggiori dell'incauta trovata delle Iene. A questo punto- aggiunge - è opportuno che i 50 interessati diano la loro liberatoria per mandare in onda le interviste. Io sono pronto a firmare».
10 ottobre 2006
Usato il «drug wipe». Gli autori: «I nomi resteranno top secret»
«Un onorevole su tre fa uso di droga»
Scoop delle Iene: test all'insaputa di 50 deputati. La gran parte è risultata positiva alla cannabis, poi alla cocaina
ROMA - Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: è il risultato di un test eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati dalle Iene, che ne proporranno i risultati nella prima puntata della nuova serie del programma, martedì alle 21 su Italia1.
PROVA - Il test, eseguito con uno stratagemma, è il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, «ha una percentuale di infallibilità del 100%». Il 32% degli «intervistati» è risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina. Naturalmente nel servizio-inchiesta proposto martedì non si riconosceranno i deputati sotto osservazione.
FINTA INTERVISTA - Gli onorevoli sono stati avvicinati la settimana scorsa con la scusa della Finanziaria appena presentata: una troupe leggera, come si dice in gergo, un giornalista e un aiuto, per la precisione una truccatrice. Puntualmente, a metà dell'intervista, la truccatrice si accorgeva che la fronte del politico era «troppo lucida» e bisognava tamponare. Un colpetto e via, il gioco era fatto. L'ignaro deputato, colto al volo davanti a Montecitorio da una sedicente tv satellitare, si era in realtà sottoposto, senza saperlo al test che rivela se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.
10 ottobre 2006
Lo scoop sulla droga e gli onorevoli non andrà più in onda
Le Iene: «Rispettata la privacy di tutti»
Davide Parenti, papà della trasmissione, dopo la censura del Garante: «Con noi garantiti perfino i ladri di motorini»
ROMA - «Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati»: protesta con amarezza Davide Parenti, papà e autore delle Iene, alla notizia che il Garante della Privacy ha deciso di bloccare il servizio sul test antidroga fatto a sorpresa su 50 deputati.
«Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni - spiega Parenti - cancellando sempre i volti delle persone coinvolte. Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio unto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si è scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente - conclude Parenti - anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno. Pazienza».
Per votare il sondaggio cliccate qui
Repubblica
Doveva essere trasmesso questa sera su Italia 1
L'autore del programma, Davide Parenti: "Mai violata la privacy di nessuno"
Alle Iene droga tra i parlamentari
Il garante blocca il servizio
ROMA - Il garante per la Privacy ferma le Iene. L'Authority ha deciso di bloccare il contestato servizio del programma di Italia 1 sul test antidroga a 50 deputati, che sarebbe dovuto andare in onda questa sera. In base alle indiscrezioni fatte trapelare dagli autori della trasmissione, il test, eseguito all'insaputa dei parlamentari, avrebbe dato esiti clamorosi, con ben 16 casi di positività all'uso di stupefacenti. Lo stop del Garante è legato alla "raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute" che sarebbe stata effettuata nel servizio. Il provvedimento cautelativo dispone, con effetto immediato, "il blocco dell'ulteriore trattamento, in qualunque forma, di ogni dato di natura personale raccolto e trattato nel caso in esame, consistente in informazioni, immagini e risultanze di test".
L'annuncio del servizio delle Iene, fatto alla vigilia della prima puntata della nuova serie del programma, aveva subito scatenato polemiche fortissime. L'esame condotto è il cosiddetto drug wipe, un tampone frontale che secondo Davide Parenti, capo autore delle Iene, "ha una percentuale di infallibilità del 100%". I deputati sono stati avvicinati con la scusa di un'intervista. Poi una finta truccatrice si accorgeva che la fronte dell' intervistato era "troppo lucida" e tamponava. In realtà, l'ignaro si sottoponeva, senza saperlo, al test che svela se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.
Critico verso la decisione del garante il papà e autore delle Iene, Davide Parenti: "Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati. Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni cancellando sempre i volti delle persone coinvolte".
Per il Codacons, invece, "l'indagine viola i più sacri principi della privacy. Chi assicura infatti che le prove, raccolte in modo illegale e con un furbo espediente, siano state distrutte e che quindi sia impossibile risalire ai singoli soggetti risultati positivi al test?".
Ironico il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi: "Alle Iene sono imbroglioni, ma se i miei colleghi non facessero uso di droghe, non si vedrebbe". Mentre il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone chiede di "dissequestrare le Iene. La privacy vale, ma la libertà di informazione vale anche di più. Dico no alla censura". E anche Italia Bocchino di An chiede mandare in onda il servizio "facendo così chiarezza".
(10 ottobre 2006)
Per votare il sondaggio cliccate qui
La Stampa
FERMATO IL SERVIZIO SUL TEST ANTIDROGA A 50 PARLAMENTARI
Droga e politica, il Garante blocca le «Iene»
Protesta l'autore del programma: «Il servizio non violava la privacy»
10/10/2006
ROMA. Il servizio che le Iene avrebbero trasmesso stasera sul test antidroga a cinquanta deputati sarà bloccato. E' la decisione del garante per la Privacy.
LA PROTESTA DELL'AUTORE
Protesta Davide Parenti, autore del programma: «Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati». Poi sottolinea: «Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni, cancellando sempre i volti delle persone coinvolte. Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio unto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si è scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente - conclude Parenti - anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno. Pazienza».
CAPEZZONE: DICO NO ALLA CENSURA
Rispetto molto il garante, ma chiedo di «liberare e dissequestrarè le Iene». Lo ha dichiarato Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, che aggiunge: «La privacy vale, ma la libertà di informazione vale anche di più. Dico no alla censusa»
CRONACHE
SCOOP DELLE «IENE» CHE RIPARTE STASERA. CON UNO STRATAGEMMA HANNO PRELEVATO E ANALIZZATO IL SUDORE DI CINQUANTA PARLAMENTARI
Test-choc in tv:
«Un parlamentare su tre si droga»
L¿ira del Palazzo: «Il filmato non vada in onda»
Casini: «Una pessima trovata pubblicitaria»
10/10/2006
Maria Grazia Bruzzone
ROMA. Prego, onorevole», e il deputato davanti alla telecamera, felice dell¿intervista alla sedicente tv satellitare di fronte a Montecitorio, non obiettava alla truccatrice che gli detergeva la fronte imperlata dall¿inevitabile velo di sudore. Il gioco era fatto. Così 50 ignari deputati sono stati sottoposti a un narcotest da parte di un commando delle solite irriverenti Iene.
Esito clamoroso: il 32% di loro è risultato positivo. Il 24%, vale a dire 12 onorevoli, positivo alla cannabis, l¿8%, cioè 4 di loro, alla cocaina. Come dire che un deputato su 3 farebbe uso di droghe. E adesso il Palazzo si ribella, grida alla violazione della privacy, denuncia le «intercettazioni fisiologiche abusive», c¿è chi punta il dito sul Senato, chi diffida le Iene dal mandare in onda il filmato stasera, con la scusa che il test del tampone di sudore non sarebbe «scientifico» e chi arriva a querelare a priori. Tanto che a Mediaset, dove la puntata per ora è in scaletta, stanno valutando con l¿ufficio legale. Come che sia, le famigerate Iene, aduse a smascherare malefatte, denunciare ingiustizie e ipocrisie, raccontare le assurdità della realtà che ci circonda, hanno colpito ancora.
A difendere il metodo e spiegare tutte le cautele prese è lo stesso Davide Parenti, padre del programma cult. «Il test, come illustrerà l¿esperto in tv, è infallibile al 100% se si sono assunte sostanze stupefacenti nelle ultime 36 ore. L¿errore, piuttosto, può essere per difetto. Può darsi che il drugwipe non rilevi chi ha usato cannabis o coca, ma non che risulti positivo se uno è ¿pulito¿». Non a caso questo metodo viene utilizzato largamente tra le polizie europee, specie in Germania e Gran Bretagna, ma anche in Italia dove 200 polizie comunali lo adoperano nei pattugliamenti notturni insieme all¿etilometro.
Impossibile tuttavia sapere anche solo chi si è sottoposto alla prova. Parenti assicura di aver osservato il massimo rispetto per la privacy, tanto che allo spettatore verranno mostrate delle interviste ma «senza che si possano ricononoscere le vittime». Si vedranno solo delle sagome scure con la voce cammuffata. Non solo. I campioni di sudore, assicurano le Iene, sono stati raccolti senza il nome accanto. Come dire che, anche volendo, non si può materialmente risalire a chi è risultato positivo o negativo. «A noi interessa la statistica», riassume Parenti. E Alessandro Sortino, Iena e giornalista di Matrix, ribadisce che «lo spirito del programma non è perseguire il singolo ma denunciare un fenomeno, essere lo specchio dell¿Italia». E che i dati raccolti dalle Iene siano «in linea con le statistiche nazionali più recenti» lo conferma il sociologo antiproibizionista Guido Blumir.
A dire il vero a stupirsi non è nessuno, nel Palazzo. Neppure l¿ex ministro Giovanardi, Udc, padre dell¿ultima, restrittiva, legge in materia. «Le Iene scoprono l¿acqua calda» dice, e punta il dito sulla cocaina che si consumerebbe al Senato: «basta guardare fra i senatori a vita». No comment dal presidente della Camera Bertinotti, mentre il suo predecessore Pier Ferdinando Casini ritiene che quella delle Iene «sia una pessima trovata pubblicitaria». Ma sia il ministro Ferrero, sia il capogruppo del Prc Migliore, pur dichiarati antiproibizionisti, non apprezzano «queste modalità di intrusione nella vita delle persone».
A protestare sono anche esponenti ulivisti, preoccupati dell¿immagine. «Anche se non saranno rivelati i nomi, questo test ci fa diventare tutti sospettati», osserva Paolo Gambescia. E il senatore dei Dl Luigi Lusi esorta le Iene a ripensarci: «Non mandino in onda un¿inchiesta alterata, dando un messaggio distorto e falsato ai giovani che seguono la trasmissione». Mentre Fassino la butta sul ridere: «così si fa più in fretta a cambiare la legge Fini sulle tossicodipendenze». Controcorrente, Alessandra Mussolini vuol saperne di più e annuncia una petizione ai presidenti delle Camere «per sapere chi tra i rappresentanti del popolo usa droga, da chi la compra e, soprattutto, se la vende: ci manca solo l¿onorevole pusher».
Ad annunciare querela, chiedendo «il sequestro e la distruzione del campione» è Italo Bocchino, che ritiene «penalmente gravissimo il fatto che oggi siano illegittimamente in possesso del Dna di 50 parlamentari». E sì che Bocchino sostiene di «non aver nulla da nascondere» e di essere «tra i deputati risultati negativi alla prova». Come fa a saperlo? «Perché non ho mai consumato droga in via mia».
Il Giornale
«Un deputato su tre si droga»
Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: è il risultato di un test eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati (ovviamente top secret i nomi) dalle «Iene»,
che ne proporranno i risultati nella prima puntata della nuova serie del programma, questa sera su Italia 1. Il test, eseguito con uno stratagemma, è il drug wipe, un tampone frontale con «infallibilità del 100%».
Ma il programma annunciato ha innescato la miccia politica, con richieste di sequestro e denunce di violazione della privacy.
Libero
GLI ONOREVOLI DROGATI di VITTORIO FELTRI
Le Iene svelano: forse un deputato su tre ha il vizio. Ora si capiscono molte cose...
Se la Camera dei deputati è effettivamente rappresentativa della società italiana, c'è poco da stare allegri: poco meno di un terzo degli italiani si fa di cocaina o di canne. Non lo dice l'Istat, ma il sospetto che si tratti di verità è forte. Spieghiamo perché. Una premessa. I lettori sanno, presumo, chi sono le Iene. È un programma televisivo di successo, in onda da parecchi anni, e che stasera torna con la prima puntata di un nuovo ciclo su Italia uno. Per l'occasione le Iene hanno preparato una bella polpetta avvelenata per cinquanta onorevoli. I quali, all'uscita da Montecitorio, sono stati avvicinati da una troupe ridotta all'osso (un giornalista e una truccatrice) che ha chiesto loro un commento alla Finanziaria. Era solo un pretesto. Infatti a metà intervista, breve interruzione, giusto il tempo per togliere con un tampone il lucido dalla fronte. continua...