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Intervista a Pablo Trincia

Nome: Pablo
Cognome: Trincia
Soprannome: ..."Pablito" è il più usato.
Data di nascita: 24.09.1977
Luogo: Leipzig (ex Germania Est).
Altezza: 1.87
Peso:82 kg.
Istruzione: Laurea in lingue e letterature africane a Londra.
Dove vivi: Milano.
Da solo o in compagnia: In compagnia.
Sport praticato: Basket.
L'ultimo libro letto: Se niente importa diJonathan Safran Foer(sempre sia lodato). Escape, di Carolyn Jessop.
Il primo disco comprato: Una cassetta dei Righeira, avevo 6 anni e pensavo fossero americani (si lo so, devo correre a nascondermi...).
Cibo preferito: Quello che non ho ancora assaggiato.
La squadra a cui tieni:
Los Angeles Lakers.
La canzone a cui sei legato:
Al momento Coffin for head of State (Fela Kuti), Guerra Civile (Alpha Blondy), Concrete Jungle (Bob Marley) e Diaraby (Ali Farka Tourè & Ry Cooder).
Destra o sinistra:
La sinistra utopica.
Cosa cambieresti del tuo aspetto fisico: Niente.
Del tuo carattere:
Impazienza e irrequietezza.
Tre cose che, se potessi, porteresti sempre con te:
Debora, l'iPod e una valigia piena di libri e riviste.
La situazione più imbarazzante in cui ti sei trovato:
Nel 2000, nei pressi di un lago appena fuori dalla città di Jaipur (India). Il posto era decisamente incantevole. In lontananza, sulla riva del lago, avevo avvistato un vecchio accovacciato nel tipico modo di sedere degli indiani (sui talloni, con le ginocchia contro il petto). Aveva la barba bianca. Il suo sguardo era perso nel vuoto. Credendo stupidamente che si trattasse di un santone, mi sono incamminato verso di lui, convinto che mi dovesse lasciare chissà quale messaggio spirituale. Quando sono arrivato a pochi metri da lui, quello mi ha guardato malissimo, si è spostato, si è pulito il culo con l'acqua del lago e se n'è andato. Al suo posto, ancora fumante, c'era il suo messaggio per me.
Cosa volevi fare da grande:;Prima il falegname. Poi il portiere della nazionale del Camerun (ma c'era già N'Kono). Poi l'archeologo. Poi il barista. Infine, purtroppo, il giornalista.
Qual è stato il tuo primo servizio alle iene:
L'arresto di un narcotrafficante.
In che anno:
2009.
Qual è la dote principale per poter diventare una iena:
Costanza, determinazione, spirito d'iniziativa e molta, moltissima pazienza.
Il servizio più bello che hai fatto: I profughi afghani in Italia. I disperati del Sahara. Giamaica a mano armata. 
Quello che ti è piaciuto meno:
La sindrome di Quirra, perché non è venuto come avrei voluto.
Il servizio che vorresti fare:
Un  pezzo sui favoritismi e raccomandazioni nel mondo del giornalismo italiano.
Il servizio girato da un'altra Iena che ti è piaciuto di più:
Ce ne sono parecchi davvero molto belli.
Dopo le iene cosa ti aspetta: La mia vera passione: lo studio delle lingue più strane del mondo.

Se volete scrivermi: ienapablo@gmail.com

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