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Abusò di una bambina di 7 anni, condannato e latitante, ma sotto processo finiscono le vittime

Percy Ortiz, peruviano, ha denunciato il padre e la zia della vittima, connazionali, per una spinta mentre era ancora in libertà. E il processo è partito

Condannato in via definitiva a 3 anni per abusi sessuali su una bambina di 7 anni. Latitante in Perù, ma parte lesa dopo uno scontro con lo zio e il padre della bambina, appena rinviati a giudizio con l’aggravante dei“motivi abietti”.

E’ una storia terribile e paradossale quella che coinvolge Percy Jesus Diaz Ortiz, cantante peruviano di 36 anni noto in patria, e la famiglia di connazionali che gli avevano affittato una stanza (non citeremo i loro nomi per tutelare la minore, vittima delle violenze).

Tutto inizia l’11 luglio 2013. Maria (il nome è di fantasia), 7 anni, chiama allarmata il padre alle 10 di mattina dicendo che “Percy è entrato in camera”. Si scoprirà che aveva abusato sessualmente della piccola, e che non era la prima volta.

Percy (nella foto sotto) viene condannato in primo e in secondo grado a tre anni di carcere. Nel periodo che passa tra le due sentenze, è ancora in libertà a Firenze, incontra i genitori di Maria e li prende in giro. Il padre e la zia della bambina reagiscono e gli danno una spinta.

Percy viene medicato al Pronto Soccorso per lesioni guaribili in tre giorni e li denuncia. In Appello intanto la sua condanna viene confermata e lui fugge in Perù, dove continua tranquillamente con i suoi concerti, senza aver mai scontato un giorno di carcere né aver risarcito la vittima.

Intanto la sua denuncia procede e il pm non solo non archivia ma chiede il rinvio a giudizio dello zio e del padre di Maria, contestando addirittura l’aggravante di aver agito per “motivi abietti”, “ovvero per vendetta rispetto ai fatti commessi ai danni della parente minore”. La prima udienza c’è stata martedì 6 febbraio, tutto è stato rinviata al 3 maggio.

“E’ una vicenda drammatica”, ci ha detto l’avvocato Mattia Alfano, che difende la famiglia di Maria. “Questi genitori assieme alla loro figlia sono devastati, non hanno trovato ancora risposta dallo Stato e si trovano pure sotto processo per una spinta data al violentatore di Maria che li stava prendendo in giro. Non mi arrenderò, non ci arrenderemo e proveremo a chiedere in tutte le sedi possibili l’arresto internazionale per l’uomo che ha rovinato la vita a una bambina di sette anni”.

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