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Estorsione ai disabili: condannata l'avvocatessa Picone

Sono state condannate in primo grado le sorelle Picone per estorsione e tentata estorsione. Con Gaetano Pecoraro avevamo incontrato la famiglia Barbieri, vittima delle due donne

Il tribunale di Agrigento ha condannato in primo grado per estorsione e tentata estorsione le sorelle Picone. Vi abbiamo raccontato questa storia nel 2016, con un servizio di Gaetano Pecoraro. 

Vittima dell’estorsione sarebbe la famiglia Barbieri: una mamma disoccupata e quattro figli di cui tre disabili. Una famiglia che si è dovuta difendere da chi avrebbe dovuto difenderla. Ad aver estorto a Cinzia Barbieri dei soldi sarebbe stata infatti proprio l'avvocatessa di famiglia, Francesca Picone, in combutta con la sorella Concetta.

Come ha raccontato la signora Barbiere a Gaetano Pecoraro, l’avvocatessa si sarebbe fatta pagare delle parcelle esorbitanti (da 7 e da 14 mila euro) facendo leva su vere e proprie minacce. “O mi porta quei soldi o mi becco la pensione”, sarebbe stato uno dei messaggi ricevuti dalla signora Barbieri.

Il Gup del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha condannato Francesca Picone e la sorella Concetta, consulente fiscale di un patronato, e ha disposto il pagamento di una provvisionale di 10mila euro a testa oltre al pagamento delle spese processuali.

Quando la Iena è andata a parlare con l’avvocatessa, nel 2016, per chiedere spiegazioni, la donna non si era mostrata troppo preoccupata per la famiglia Barbieri. Più che altro sembrava preoccupata della telecamera: “non mi riprendete che ho i capelli sporchi”. E anziché dirci se aveva intenzione di restituire i soldi alla famiglia Barbieri, ne aveva chiesti altri: “riferite alla signora Barbieri che deve pagarmi”. Ancora?!

A dover pagare, secondo il tribunale, non è affatto la signora Barbiere. Per ora, giustizia è fatta. 

L'ultima puntata

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