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Giarrusso

La lettera di 124 donne dello spettacolo sulle molestie. Le Iene le prime a denunciarle

La denuncia di un sistema: “È successo a tutte noi con modi e forme diverse”.

Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, le sorelle Comencini, Paola Cortellesi, Geppi Cucciari, Isabella Ferrari, Valeria Golino, Anna Foglietta, Miriam Leone, Giovanna Mezzogiorno, le sorelle Rohrwacher, Kasia Smutniak. Sono i nomi più importanti delle donne del cinema italiano a firmare la lettera manifesto che si chiama “Dissenso comune”. Un atto di solidarietà verso quelle donne che, a partire dal caso Weinstein, hanno trovato il coraggio di parlare. Ma anche di denuncia verso l’intero sistema: “La scelta davanti alla quale ogni donna è posta sul luogo di lavoro è: ‘Abituati o esci dal sistema’”.

Noi delle Iene, con l’inchiesta di Dino Giarrusso, abbiamo dato voce alle testimonianze di tante giovani attrici italiane e aperto per la prima volta la denuncia delle molestie nel nostro Paese dopo che il caso Weinstein ha fatto il giro del mondo. Da molti dei loro racconti è emerso il nome del regista Fausto Brizzi, costretto poi a lasciare la sua casa di produzione. Dalle parole delle donne che abbiamo ascoltato emergeva infatti un vero e proprio sistema, proprio come denuncia questa lettera. Che esprime solidarietà nei confronti “di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate”. Le firmatarie ammettono infatti che quanto raccontato “è successo a tutte noi con modi e forme diverse”. E si preparano a sostenere chi in futuro sceglierà di raccontare la propria esperienza. Ma mettono anche in guardia dalla possibilità che il molestatore “alla lunga verrà reinserito nel sistema. Così facendo questa macchina della rimozione vorrebbe zittirci e farci pensare due volte prima di aprire bocca, specialmente se certe cose sono accadute in passato e quindi non valgono più”. E specificano anche che “la molestia sessuale non ha niente a che fare con il ‘gioco della seduzione’”, riferimento che sembra puntare il dito contro la lettera pubblicata Oltralpe e firmata fra le altre dall’attrice Catherine Deneuve.

“La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro rende le donne, tutte le donne, a rischio di molestia – continua la lettera - poiché sottoposte sempre a un implicito ricatto. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla specializzanda, alla collaboratrice domestica. Succede a tutte”. Un gruppo sempre più ampio di donne mostra solidarietà e unione contro la logica del “funziona così”. Con questa lettera, le 124 donne dello spettacolo dicono al sistema di non dimenticare ciò che è emerso in questi mesi. Un appello che non è indirizzato solo alle attrici, ma “a tutte le donne. Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”. Le firmatarie si propongono di “smascherare e ribaltare” il sistema, senza puntare il dito “contro un singolo molestatore”, ma contro “l’intero sistema”.

Guarda qui sotto i servizi di Dino Giarrusso sulle molestie nel cinema italiano

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