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Soldi per saltare i test d'ingresso a Odontoiatria: si allarga l'inchiesta

Le Iene, con Giulio Golia, hanno raccontato dei 35 mila euro pagati da una donna a un dentista di Milano. Ora il nome di Roberto Galazzo compare in un’inchiesta su contratti fantasma e protesi ordinate e mai pagate

Ricordate il dentista Roberto Galazzo che avrebbe chiesto 35 mila euro a una madre per far ottenere alla figlia l’accesso a Odontoiatria a Milano senza passare dal test di ammissione di cui ci ha parlato il 18 marzo Giulio Golia? Il suo nome compare in una nuova inchiesta.

Le indagini partono dalla procura di Vicenza: nel mirino ci sono contratti per maxiforniture e per protesi odontoiatriche finite nel nulla, con firme e timbri falsi. A denunciare il tutto è stata proprio l'Università  Statale di  Milano e, in parallelo, anche un’azienda vittima di uno di questi contratti “fantasma”.

In settimana c'è stata una visita delle forze dell’ordine all’ospedale San Paolo del capoluogo lombardo ed è stato sentito anche un professore del dipartimento di Scienze della Salute. Nelle indagini compare anche il nome di Roberto Galazzo, denunciato assieme alla madre che lo avrebbe pagato, dalla Statale di Milano, che, parlando di “truffa” e di “una vicenda gravissima”, ha avviato un’indagine interna dopo il nostro servizio ribadendo tra le altre cose che Galazzo, come invece si vanta, non è mai stato uno dei docenti dell'ateneo.

Il laboratorio odontoiatrico vicentino, che si è rivolto alla procura, nel giugno 2017 ha chiesto notizie alla Statale di un contratto per una fornitura da 600 mila euro: all’università non risultava di averlo sottoscritto e i dirigenti che venivano citati hanno disconosciuto le loro firme che comparivano nel documento. La terza firma sarebbe quella di Roberto Galazzo, indicato come “direttore della ricerca biometrica e tecnologia”, figura inesistente nell'ateneo, come anche un paio di dipartimenti citati. Il nome di Galazzo entra anche nell’ambito del caso di una società del Sud truffata, sempre con firme e timbri falsi, per una fornitura di 4.000 impianti dentali.

Sfogliate nella gallery qui sotto le foto del servizio su Roberto Galazzo.

Soldi per saltare i test d'ingresso a Odontoiatria, l'inchiesta su Roberto Galazzo: le foto

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Nel servizio del 18 marzo scorso Giulio Golia parte proprio dal racconto della madre che avrebbe dato 35 mila euro a Roberto Galazzo per far entrare la figlia a Odontoiatria alla Statale di Milano senza dover passare dal test di ingresso. Tutto inizia nell’estate 2017 in Puglia. Max, un amico del mare, odontotecnico a Milano, propone “l’affare” a mamma e figlia, tramite appunto Roberto Galazzo, sedicente professore all’università e dentista a Milano. Una truffa ai danni di chi studia: ogni anno entrano a Odontoiatria a Milano  solo 60 ragazzi, in tuta Italia sono circa 900. 

Dopo i test (fatti regolarmente dagli altri ragazzi) Galazzo incontra mamma e figlia di persona e promettendo “aiuti” anche per gli esami futuri. Poi presenta, su carta intestata dell’Università, l’iscrizione ufficiale della ragazza. Poi però è tutto un rimandare, fino a che il 18 febbraio le due donne, non credendogli più, iniziano a registrare tutto. Galazzo sostiene che bisogna aspettare il 4 il 5 marzo (non si capisce perché il giorno delle ultime elezioni politiche o quello dopo) per “generare la matricola”, con in regalo anche i primi tre esami già passati.

È a questo punto che la mamma, che ha sbagliato per prima pure lei perché pagare per far saltare i test la figlia è un reato, contatta Le Iene. Ha pagato senza ottenere nulla, si dice disponibile a inchiodare Galazzo e l’amico Max, presentandosi a un ultimo incontro registrato in video.

Galazzo dà il meglio di sé, vantandosi di essersi fatto raccomandare dal Segretario di Stato dell’ex presidente Cossiga, ed è pronto a farsi pagare anche per gli esami successivi. Dice di aver “aiutato” un centinaio di persone: in totale si sarebbe intascato così e milioni e mezzo di euro.

La nostra Iena prima chiama Max, l’intermediario odontotecnico, e poi incontra il dentista Galazzo nel suo studio, che dice di avere già un procedimento a suo carico per una vicenda come questa. Il dentista nega comunque tutto e parla al massimo di soldi ricevuti come contributo alla ricerca. La sua è una truffa? No, sono “dazioni liberali spontanee”, replica restando apparentemente indifferente anche all'ascolto delle registrazioni di tutto quanto ha appena negato.

Andando nella segreteria centrale della Statale di Milano ci accennano a un’inchiesta della magistratura già in corso, quelle dei cui sviluppi vi abbiamo parlato all’inizio, e del fatto che Galazzo sarebbe pure recidivo perché avrebbe già rubato in passato dei timbri all’Università.

Per capire meglio tutta la storia l’ideale però è guardare qui in basso, l’intero servizio servizio di Giulio Golia del 18 marzo.

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