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Stadio di Crotone: il no della Soprintendenza alla tribuna, vincono i resti archeologici

Anche Le Iene si erano interessate della tribuna autorizzata dalla Soprintendenza su un’area a vincolo archeologico dopo il passaggio in serie A del Crotone

Le strutture amovibili usate per l’ampliamento dello stadio di Crotone, che si trova su un’area a vincolo archeologico, verranno smantellate. La Soprintendenza della Calabria ha dato parere negativo alla richiesta di proroga per mantenerle posizionate nel campo sportivo intitolato ad Ezio Scida in occasione del passaggio in serie A dei rossoblu.

L’ampliamento della struttura sportiva infatti risale al 2016, e noi de Le Iene ce ne siamo da subito interessati. Il via libera era stato dato dalla Soprintendenza di Catanzaro – Cosenza – Crotone con a capo Mario Pagano, che aveva autorizzato il montaggio della tribuna coperta nella curva sud.

Il nostro Andrea Agresti aveva ascoltato le perplessità di Margherita Corrado. Secondo l’archeologa il peso della struttura assieme a quella dei sei mila spettatori avrebbero potuto sottoporre a sollecitazioni i reperti mettendoli a rischio.

Nel sottosuolo infatti sono stati ritrovati i resti della cittadina di Kroton, risalenti all’ottavo secolo avanti Cristo, rivenuti in occasione dei lavori di realizzazione del vicino ospedale.  

L’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza aveva la validità di due anni. Con la scadenza dell'autorizzazione fissata al 19 luglio è previsto lo smantellamento delle strutture e il ripristino dei luoghi.

Il soprintendente Mario Pagano, che due anni fa aveva autorizzato l’allestimento della tribuna, in risposta a una richiesta del procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia, ha già fatto sapere che non ci sarà alcuna proroga.

L'ultima puntata

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