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Incontra il futuro sposo in carcere, la famiglia lo caccia perché gay | VIDEO

Abdel è un ragazzo marocchino di 34 anni, in carcere si innamora del suo compagno di cella e vuole sposarlo. Ma quando i suoi fratelli lo scoprono tutto diventa più difficile. Veronica Ruggeri ci racconta la sua storia di discriminazione e amore

Abdel è un ragazzo marocchino di 34 anni. Qualche mese fa è stato cacciato di casa da suo fratello, quando ha scoperto che Abdel stava per sposarsi con un uomo. Abdel e il suo futuro sposo si sono conosciuti in carcere, entrambi erano detenuti.

Tutto inizia nel piccolo paese del Marocco dove nasce Abdel, che fin da piccolo viene escluso dagli altri per la sua omosessualità, di cui ben presto viene a conoscenza anche il padre. “Mi ha detto che è una vergogna”, racconta Abdel a Veronica Ruggeri. Così a 18 anni decide di trasferirsi in Italia, in Veneto, dove già abitavano i suoi fratelli, che ancora non sapevano della sua omosessualità.

Abdel inizialmente vive una nuova vita: trova un lavoro come lavapiatti, per poi diventare cameriere e cuoco.  Abdel conosce un ragazzo marocchino. “Era bello, il mio tipo”, ci racconta. Ma quel ragazzo molti mesi più tardi gli chiede di fare una cosa insieme. “Mi dice: Abdel, voglio pippare cocaina, vieni con me”, racconta Abdel a Veronica Ruggeri. “Da lì ho iniziato ogni giorno a usare droga con lui: cocaina ed eroina”. Abdel lascia il lavoro perché l’unica preoccupazione dei due era diventata trovare la droga.

“Ho iniziato a rubare con lui. Non è una cosa normale ma non ero più lucido, sono diventato un criminale”, ci racconta. Dopo neanche un mese lo arrestano con il fidanzato e per entrambi si aprono le porte del carcere. Vengono divisi e Abdel non lo rivedrà più. Lo spostano in varie carceri, fino a quando, nell’ultimo non incontra il suo compagno di cella, anche lui omosessuale. “Ho pensato di dirgli la verità: che era bellissimo e che mi piaceva tanto. Un giorno ci siamo addormentati vicini a farci le coccole. Da lì è iniziata la nostra storia”.

Abdel è pentito del suo passato e si dice determinato a cambiare vita. Per coronare la sua storia d’amore, lui e il fidanzato decidono di fare richiesta di matrimonio e al momento sono in attesa. Nel frattempo Abdel esce dal carcere, mentre il suo fidanzato viene trasferito in un altro istituto, dove ha ancora due anni da scontare. Abdel torna così a vivere da suo fratello, dove spesso riceve le lettere dal fidanzato. Fino a che un giorno il fratello apre una di queste lettere e scopre tutto. “Ha iniziato a gridare”, racconta Abdel alla Iena. “Mi ha detto ‘ti apro la gola con un coltello. Non posso tenerti a casa’”. Abdel è costretto ad andarsene e a chiudere i rapporti con i suoi fratelli.

Nella speranza di trovare un’apertura al dialogo da parte loro, Veronica Ruggeri va a parlarci. Ma all'inzio il fratello non sembra disponibile: “Secondo me fa schifo”, dice. “Nel nostro Corano c’è scritto che un uomo con un uomo fa arrabbiare Dio. Ho paura che i miei bambini diventino come lui. Prima gli volevo bene, ma quando lui è cambiato basta”. Ma dopo un lungo confronto, sembra aprirsi una speranza per lui e Abdel di tornare a incontrarsi. Non ci resta che firlo ad Abdel e speriamo che piano piano riesca a ricostruire un rapporto con la sua famiglia. 

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