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Test all'università tra auricolari, mazzette e trucchi. L'inchiesta de Le Iene

Oltre 200 vigilantes al fianco dei 2.500 studenti nel test d’ingresso a Medicina a Palermo: l’università ha segnalato alla polizia la vendita di auricolari da usare per barare. Noi de Le Iene ci siamo occupati con Giulio Golia del giro di mazzette per un posto alla facoltà di Odontoiatria alla Statale di Milano

Il test d’ingresso all’università? C’è chi lo fa con l’auricolare all’orecchio per barare. Lo ha scoperto la polizia alla vigilia dell’esame di ammissione per Medicina a Palermo. Anche noi de Le Iene ci siamo occupati dei furbetti che prendono scorciatoie illegali per entrare in facoltà. Nel servizio che vi riproponiamo qui sopra, Giulio Golia ci ha raccontato dell’insegnante di Milano che in cambio di mazzette da 35mila euro prometteva un posto a Odontoiatria.

Il kit in vendita a Palermo costa decisamente molto meno. Con 240 euro si poteva comprare una collana con all’interno una sim. Era come un cellulare in grado di fare chiamate all’esterno e collegato all’auricolare senza fili. È stata una studentessa a segnalare questo stratagemma all’ateneo, che a sua volta ha informato la Polizia. Così questa mattina, assieme ai 2.500 aspiranti medici palermitani, al test sono arrivati anche 200 vigilantes

In Italia sono oltre 12mila gli studenti che affrontano oggi il test di ingresso per Medicina e Odontoiatria. Il 4 settembre sarà la volta di Veterinaria. Invece i 26mila studenti delle varie altre professioni sanitarie dovranno aspettare fino all’11 settembre, due giorni più tardi sarà la volta di Scienze della formazione. Anche alla Statale di Milano, che lo scorso anno si è trovata al centro di un’inchiesta proprio per gli esami di ammissione. 

Giulio Golia è partito proprio dal racconto di una madre che avrebbe dato 35 mila euro a un sedicente professore all’università e dentista a Milano per assicurare alla figlia uno dei 60 posti a Odontoiatria. Tutto inizia nell’estate 2017 in Puglia. Dopo i test, fatti regolarmente dagli altri ragazzi, Roberto Galazzo incontra mamma e figlia di persona e promette “aiuti” per questo e anche per gli esami futuri. Poi presenta, su carta intestata dell’Università, l’iscrizione ufficiale della ragazza.

Madre e figlia iniziano a insospettirsi quando Galazzo continua a rimandare e registrano gli incontri. Lui sostiene che bisogna aspettare ancora per “generare la matricola”, con in regalo anche i primi tre esami già passati.

La mamma, ammettendo di aver sbagliato a pagare per far saltare i test alla figlia, contatta Le Iene. Si dice disponibile a inchiodare Galazzo, presentandosi a un ultimo incontro. Ci siamo anche noi con le nostre telecamere nascoste.

“Io non faccio il mafioso. Do una mano a tutti quelli che non guadagnano un cazzo perché questo Stato è uno Stato di merda”, dice il dentista che millanta addirittura di essersi fatto raccomandare dal segretario di Stato dell’ex presidente Cossiga. Sostiene di aver “aiutato” un centinaio di persone. Se tutti avessero versato 35mila euro, lui si sarebbe intascato milioni di euro.

Giulio Golia incontra il dentista nel suo studio, lui dice di avere già un procedimento a suo carico per una vicenda come questa. Galazzo nega comunque tutto e parla al massimo di soldi ricevuti come contributo alla ricerca. È una truffa? Tutt’altro, sono “donazioni liberali spontanee”.

Dopo il nostro servizio, il dentista si è ritrovato al centro di una seconda inchiesta per contratti a maxi forniture e per protesi odontoiatriche finite nel nulla, con firme e timbri falsi. 

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