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Burioni attacca Le Iene citando uno studio sul plasma iperimmune. Ma chi l'ha scritto lo smentisce

Noi de Le Iene aspettiamo ancora un confronto sul suo presunto conflitto di interessi. Il prof. Burioni preferisce invece attaccarci su Facebook citando uno studio sul plasma iperimmune che dal suo punto di vista ne evidenzierebbe alcune criticità. Peccato che gli autori di quello studio, come ci hanno raccontato al telefono i principali firmatari, sostengono che il loro lavoro dice il contrario di quanto sostiene il virologo

Il prof. Roberto Burioni continua ad attaccare Le Iene citando questa volta uno studio sul plasma iperimmune. Peccato però che gli autori di quello studio, che abbiamo sentito al telefono, smentiscono la sua interpretazione del loro lavoro. Dopo che ci eravamo lasciati nell’ultima puntata del 23 giugno con il servizio di Alessandro Politi in cui ribadivamo le nostre domande al virologo su un suo possibile conflitto di interesse, aspettando le sue risposte e più che disposti a un confronto pubblico diretto (clicca qui per il servizio).

L’ATTACCO DI BURIONI
Quelle risposte non sono arrivate. Oggi invece è arrivato un attacco su Facebook che parte da una sua interpretazione dello studio “Riduzione della mortalità in 46 pazienti gravi per Covid-19 trattati con il plasma iperimmune”. Ovvero secondo il virologo proprio “quell'argomento per cui le Iene mi hanno diffamato accusandomi falsamente di essere un bugiardo e di avere un conflitto di interesse”. “Pare che il plasma non sia così sicuro come alcuni pensano: nel lavoro viene riportato come su 46 pazienti trattati in 4 ci sono stati gravi effetti collaterali… Niente di eccezionale, perché sono eventualità conosciute, ma corrispondono perfettamente alle cose che dicevo e per le quali sono stato accusato di mentire”, sostiene il prof. Burioni. “Vi ricordate quelli delle Iene, che mi accusavano di sminuire l'efficacia del plasma iperimmune per promuovere l'uso dei miei anticorpi monoclonali (che non esistono, come potranno verificare dolorosamente in tribunale)? Ebbene, questo è il finale dell'articolo: ‘… questi dati aprono la strada… eventualmente alla possibilità di conservare il siero iperimmune per anticipare una potenziale seconda ondata pandemica, allo sviluppo di prodotti farmaceutici standardizzati costituiti dalla frazione (del plasma) di anticorpi purificati e, ultimi nella lista ma non per ordine di importanza, ALLA PRODUZIONE DI ANTICORPI MONOCLONALI SU LARGA SCALA. Avete capito, io sono stato crocifisso da le Iene per avere detto esattamente quello che dicono i medici che hanno condotto questa sperimentazione”.

LA SMENTITA DEGLI AUTORI DELLO STUDIO
Pare però che la sua interpretazione dello studio sia sbagliata. E a dirlo non siamo noi ma chi quello studio l’ha scritto ed effettuato. Come ci hanno raccontato al telefono i principali firmatari: Cesare Perotti, direttore del Servizio immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale San Matteo di Pavia, e Massimo Franchini, direttore del Servizio immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova.

Lo studio non dice che la terapia con il plasma iperimmune non è sicuro. Anzi, al contrario, dicono i due ematologi, ne conferma la validità. Quanto agli anticorpi monoclonali, sarebbero solo “una possibilità terapeutica tutta da provare”. Insomma, il loro studio non dice quello che il prof. Burioni gli avrebbe voluto far dire. Ma ecco le loro parole.

Il plasma iperimmune si conferma una terapia che funziona nel nostro lavoro, ci sono effetti collaterali previsti e sovrapponibili a quelli di qualsiasi trasfusione di un prodotto ematico”, ci dice al telefono il prof. Perotti. “Tra le possibili, eventuali applicazioni future c’è da tenere in considerazione anche l’estrazione degli anticorpi monoclonali che sono un’altra possibilità terapeutica tutta da provare. La validità della terapia col plasma iperimmune è confermata da riduzione della mortalità dal 15 al 6%, aumento della capacità respiratoria e riduzione degli indici infiammatori. Il messaggio che ha diffuso il professor Burioni è strumentalizzato”.

“È previsto già un comunicato stampa per rispondere a Burioni. Le 4 reazioni avverse su 46 sono classificate come probabilmente collegati al plasma iperimmune perché questi pazienti stavano facendo anche altri trattamenti. Solo due hanno richiesto poi trattamento, le altre sono regredite da sole”, ci dice il prof. Franchini. Perché allora il prof. Burioni sostiene che questa terapia che non è sicura? “Il nostro è un progetto pilota mondiale, il primo del mondo occidentale. Non ci sono più dubbi sulla sicurezza: si parla di nulla. Ogni esperto dovrebbe restare nel suo campo e parlare di quello che sa. Sulla sicurezza ematologica io ho voce in capitolo”. E se si trovasse davanti il prof. Burioni al bar che le dice quanto ha scritto su Facebook, cosa risponderebbe? “‘Lei è un grande clinico. Lasci le cose tecniche di medicina trasfusionale ai trasfusionisti. È una questione di competenze. Bisogna che ognuno parli delle cose di cui è competente’. In questo paese siamo diventati in generale tutti tuttologi, tutti esperti di tutto il coronavirus. Con tifosi per l’una e l’altra terapia. Il nostro studio conferma l’assoluta sicurezza della terapia con il plasma iperimmune. Non bisogna leggere solo l’abstract, bisogna leggersi tutti i dati e tutto l’articolo. Il professor Burioni ha letto solo l’abstract, il riassunto dello studio e ha capito male per quello”.

Un anno fa, il 13 agosto, ci lasciava la nostra Nadia. Ad un anno di distanza i suoi compagni di viaggio la raccontano, la ricordano, e la festeggiano. Le Iene per Nadia. Giovedì 13 agosto su Italia Uno in prima serata

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