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Il miliardario vuole indietro i regali e fa causa all'ex per un milione di euro. Lei: "ho ridato tutto" | VIDEO

Sara Croce racconta a Stefano Corti e Alessandro Onnis la sua relazione con il petroliere Hormoz Vasfi, che le ha fatto causa per un milione di euro accusando la showgirl e modella di aver “allacciato una relazione al solo fine di trarne un profitto economico”

“Sono stata ammaliata da questo magico uomo che mi trattava come se fossi una regina, da questo mondo fatato”. Sara Croce, modella e showgirl accusata dal suo ex, il petroliere Hormoz Vasfi, di averlo truffato per un milione di euro, racconta a Corti e Onnis la sua verità sulla loro storia e su ciò che è successo dopo. 

Sara racconta di un corteggiamento in grande stile da parte del petroliere che sarebbe durato un mese. “Iniziava a riempirmi di rose, andavo a mangiare e trovavo il conto già pagato”. E non solo cene: “I massaggi, mi ha messo a disposizione l’autista e questo senza mai provarci, senza mai fare niente”. E dopo un viaggio a Dubai, Sara racconta di essersi decisa a dare a Hormoz Vasfi un’opportunità. Ma dopo un primo periodo di relazione le cose sarebbero cambiate, fino a degenerare durante un viaggio a New York: “Una volta abbiamo litigato pesantemente. Lui ha preso due mie borse e le ha buttate fuori dal quarantesimo piano dell’hotel. Questa cosa mi ha fatto un po' spaventare perché non è un comportamento normale. Poi in un’altra litigata mi ha preso a brutte parole finché io, il 2 gennaio, ho deciso di lasciarlo e andarmene. Sono proprio scappata, gli ho detto di anticiparmi il biglietto per tornare a casa”. Il motivo del litigio? “Io non stavo bene e lui insisteva per uscire, per fare qualcosa”. E alla domanda se avessero litigato perché lei era indisposta e lui insisteva che voleva approcciarla, Sara risponde: “Sì, io stavo male e lui era nervoso”. Nervoso perché non potevano fare l’amore? “Penso di si”, continua la showgirl. “Come se mi vedesse come una bambola”. Come la faceva sentire il fatto che lui le rinfacciasse di averle regalato una cosa costosa perché voleva fare l’amore con lei? "Era avvilente, ma poi io non ho mai chiesto niente".

Ma la litigata peggiore, racconta Sara, sarebbe arrivata dopo una cena da Cracco organizzata per il compleanno di lei. “Lui si dispera perché io non mettevo foto su Instagram. Lui in questo atto di citazione mi accusa di averlo tradito, manco fossimo sposati che mi citi in tribunale per avere tradito una persona, con il mio attuale fidanzato, cosa assolutamente non vera e ho tutte le prove, ho tutti gli screen”.

“Lui mi aveva regalato la macchina per il compleanno. L’ho usata una settimana, dovevo andare a casa sua, ero già convinta di chiudere. Ha iniziato a insultarmi dicendomi ‘topo di fogna, tu nella tua vita potrai fare solo la prostituta’, mi ha inseguita per tutta la casa. Mi dice ‘e adesso mi ridai tutta le refurtiva perché sei una truffatrice’. Mi ha preso il braccio e mi ha strappato l’orologio e i due braccialetti, avevo tutti i graffi, ero spaventatissima, chiamo una mia amica, mi faccio venire a prendere, scappo, bloccato, mai più sentito e da lì inizia l’inferno”.

“Lascio tanti vestiti che avevo a casa sua e ovviamente non mi sarei azzardata a tornare in quella casa, da lì ha iniziato a tartassare mio zio tutti i giorni, audio di dieci minuti in cui mi diffama, mi dà della prostituta”, continua Sara. “Ha iniziato a diffamarmi, io non mettevo più storie perché avevo paura di essere seguita. Lui, nonostante non mettessi storie, sapeva esattamente dove fossi e a che ora, quindi iniziavo a preoccuparmi seriamente. Una volta ero in un ristorante in Piemonte e lui sapeva esattamente con chi fossi, dove, quando e perché e tutto questo lo aveva scritto a mio zio, dicendo ‘guarda esce con gli spacciatori, è diventata una prostituta, prima con me era una regina, adesso guarda cosa fa’, perché ero a una cena in Piemonte”.

E, racconta Sara, sarebbero così arrivate anche le richieste di restituire la roba: “Lui ci minacciava, diceva ‘se non mi ridate questo io la rovino, vi rovino tutti, rovino Anna, che è mia mamma, non vi faccio più lavorare’. Da lì, dalla paura, io ho preso e gli ho ridato esattamente tutto. Gli orologi se li è presi perché me li ha strappati, la macchina, intestata a me, è la prima cosa che gli ho ridato, perché io con una persona del genere non voglio più avere nulla a cha fare, non voglio niente che mi ricordi lui”. 

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