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Revenge porn, rimossi dai siti internet migliaia dei vostri video

Video hot privati che finiscono in siti porno e che sembrano impossibili da eliminare. Per fortuna esistono realtà come “Emme Team” che, sfruttando una legge americana sul diritto di autore, riescono a fermare questo incubo. Veronica Ruggeri ci ha fatto conoscere il loro impegno partendo da una storia con di mezzo minori, dirette social e soldi

In neanche dieci giorni oltre 252 richieste, corrispondenti a ben 4.122 video hot privati che molti di voi hanno ritrovato su siti porno e che avete chiesto di rimuovere. Di questi, più di un terzo sono già stati eliminati e per i rimanenti sono in corso le procedure di Takedown. Sono i numeri dell’impegno di "Emme Team”, un gruppo internazionale di esperti che sfruttando una legge americana sul diritto di autore ha trovato il modo per eliminare i video intimi finiti sui portali porno

Abbiamo conosciuto il loro lavoro nel servizio di Veronica Ruggeri (clicca qui per vederlo). Ci ha raccontato la storia di una donna che assieme alla figlia di 15 anni e al fidanzatino 17enne di lei, trasmettevano su un social network video dirette fatte di baci, carezze e nudità. E per chi pagava, con un bonifico o con un buono per fare acquisti online, si spingevano ancora più in là. Così Veronica Ruggeri incontra prima la madre, per capire perché invece di comportarsi da adulto e impedire ai due minori di dare questo tipo di spettacolo online sembra esserne l’organizzatrice.

La palpiamo insieme”, dice in un video mentre tocca il sedere mezzo nudo della figlia e poi, in un altro filmato, offre lei stessa i suoi servizi: “Per 50 euro se vuoi ti faccio vedere il culo”. Dalle parole della donna però, capiamo che il suo vero problema è che ha rinunciato al suo ruolo di genitore e non è quindi più in grado di opporsi al volere dei due ragazzini, che sono i veri organizzatori della cosa.

“Loro mi hanno fatto entrare in questo coso. È nato da ‘mamma guarda chi c’è lì… è tipo una diretta di Instagram’ e io le ho detto ‘va bene facciamo questa diretta’. Ho detto beh, che carino che è questo sito. E poi mi ha detto ‘dai mamma fai vedere il culo per prendere i like’. Vabbè per farti vedere il culo, tanto che me ne frega a me…”. La figlia invece confessa a Veronica Ruggeri che non è la sola a spogliarsi su internet per qualche decina di euro e che anzi “Tante amiche fanno questa roba qui”. 

Dopo aver parlato con entrambe riusciamo a fargli prendere la decisione di smetterla con le video dirette, ma purtroppo per loro nel frattempo copie di quasi tutti i loro filmati erano rimbalzati da un sito porno all’altro e, se lì fossero rimaste, gli avrebbero impedito di farsi una nuova vita. Questo è il principale rischio del revenge porn, l’umiliazione di essere per sempre associati a un video o una foto che sarebbe dovuta rimanere privata o, come nel loro, caso, che ci si è pentiti di aver diffuso.

Per fortuna c’è chi riesce concretamente a eliminare questi contenuti sfruttando una legge americana sul diritto d'autore. “Inviamo delle richieste di takedown, significa chiedere al sito web di rimuovere il materiale perché appartiene al nostro cliente e non dovrebbe essere lì. È quindi compito del sito web rimuoverlo in fretta perché altrimenti potrebbe essere denunciato”, ci spiega Christopher Newberg, l'avvocato dell'“Emme Team”. 

Dopo il nostro servizio l’Emme Team ha ricevuto tantissime richieste per rimuovere contenuti e ci hanno fatto sapere che stanno “lavorando diligentemente per farli sparire il più in fretta possibile” e che per chiunque abbia lo stesso problema loro sono “felici di aiutarlo”.

Tutte le vittime possono contattare Emme Team (cliccando qui).

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