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Sesso e cellulari: tra i minori è allarme sexting online | VIDEO

Una ricerca dell’università di Bari racconta un’emergenza sottovalutata: oltre il 50% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni scambiano immagini porno online, spesso con estranei. Le Iene si sono occupate più volte dei pericoli legati all’uso della tecnologia da parte dei ragazzini: sexting, revenge porn, pedofilia

Il sexting, lo scambiarsi immagini o video sessualmente espliciti sul cellulare, è un’abitudine per oltre il 50% degli studenti tra i 14 e i 18 anni di Bari e provincia. Un risultato allarmante quello che emerge dalla ricerca portata avanti dal Comitato permanente “Osservatorio generazionale” dell’Università Aldo Moro di Bari. Lo studio si proponeva di valutare il grado di pericolosità dei dispositivi mobili che riempiono la vita dei cosiddetti “nativi digitali”, i ragazzi nati dopo la rivoluzione epocale di internet e degli smartphone.

E i numeri raccontano una realtà che sembra andare ben al di là delle previsioni: un giovane su due ha fatto sexting, ben l’11% ha inviato immagini e video sexy ad uno sconosciuto. Immagini che per oltre il 20% appartengono poi a coetanei e dunque nella gran parte dei casi minorenni, spesso inconsapevoli della condivisione.

Accade anche che quelle immagini rappresentino un contatto con adulti, che in oltre il 50% dei casi hanno mandato loro foto esplicite. Immagini che spesso sono solo il primo passo di un approccio, perché il 48.8% dei 1005 studenti coinvolti nella ricerca ha ammesso di avere poi ricevuto la richiesta di un incontro reale. E tutti questi pericoli, molto più che virtuali, riguardano una categoria di giovani che passano in rete e sui cellulari dalle 2 alle 6 ore al giorno! Cyberbullismo, revenge porn e pedofilia sono dunque dietro l’angolo, come vi abbiamo più volte raccontato anche nei nostri servizi.

Di revenge porn vi abbiamo parlato con Roberta Rei, che ha raccontato la drammatica vicenda di Tiziana Cantone, la ragazza napoletana suicidatasi nel 2016 a seguito della divulgazione on line di alcuni suoi filmati assolutamente privati. Veronica Ruggeri, nel servizio che potete rivedere qui sopra, ha poi incontrato alcune giovani e giovanissime vittime di questa orribile pratica, anche loro duramente provati da quanto accaduto.

Vi abbiamo anche raccontato dell’incubo pedofilia, a seguito della scoperta (fatta dalla onlus La caramella Buona e dal Team Emme) di un portale degli orchi che attraverso un abbonamento di 10 dollari consentiva ai pedofili di tutto il mondo di vedere in tempo reale le dirette chat e le webcam dei minorenni, postate su piattaforme come Facebook, Twitter, Youtube e Younow.

Con Matteo Viviani infine, dopo avere visto come vengono rubate le nostre foto private su Facebook, siamo entrati in un’orribile "stanze virtuale", nella quale i pervertiti di tutto il mondo si scambiano commenti volgari sulle ragazze le cui immagini sono state trafugate, fino addirittura a condividere i loro indirizzi privati. “Queste fanno le troie, che mignotte da sbattere e farcire”. Gli utenti si fomentano a vicenda per eccitarsi fino al caso più estremo, quello dello “stupro collettivo”. E abbiamo incontrato anche un utente di queste stanze virtuali che è solito incitare il branco a commenti estremamente volgari nei confronti delle ragazze. L’ammissione è agghiacciante: “Sono consapevole che queste persone sono esposte al rischio di violenza o stupro”.

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