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Video hot con minori: una storia inquietante. Ecco come eliminarli

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Veronica Ruggeri ci racconta l’inquietante vicenda di una famiglia, madre, figlia 15enne e fidanzatino della figlia, che in Rete diffondono video chat erotiche realizzate in casa. La Iena cerca di far ragionare la donna e sua figlia, e poi ci spiega come eliminare per sempre quei filmati dal web

Video spogliarelli e chat hot private di due ragazzini di 15 e 17 anni, due fidanzati, con la madre di lei che invece di bloccare quello “spettacolo” indegno, vi partecipa.

È inquietante la storia che ci racconta Veronica Ruggeri, che incontra i protagonisti di questa assurda storia, una famiglia molto particolare.

Parliamo di una ragazzina di 15 anni e del suo fidanzatino 17enne, che fanno video dirette molto intime. Chi paga per vedere i loro filmati, con ricariche telefoniche o qualche decina di euro, non vuole vedere i due che si coccolano, ma molto di più.

E un grave pericolo è dietro l’angolo. Che i loro filmati, una volta pubblicati dagli stessi ragazzi, finiscano ovunque in Rete e preda anche degli istinti peggiori. Lo testimonia il fatto che quegli stessi video Veronica Ruggeri li trova in diversi siti pornografici

C’è un dettaglio ancora più inquietante: durante una di quelle dirette, un utente chiede alla madre di inquadrare l’altra figlia che si vede nella stanza, una ragazzina di appena 11 anni. La donna, preoccupata dice: “Non dirmi che ti masturbi davanti una bambina di 11 anni perché mi incazzo”. Poi però, incredibilmente, non ferma la diretta. 

Veronica Ruggeri incontra prima la ragazzina protagonista di quegli spogliarelli, che candidamente confessa: “Tante amiche fanno questa roba qui”. Poi riesce a parlare sia con lei che con la madre. Una donna, come vi mostriamo in alcuni di quei terribili video, che non solo non fa nulla per fermare la figlia e il suo fidanzatino, ma partecipa da protagonista alle dirette. “La palpiamo insieme”, propone in un video mentre tocca il sedere mezzo nudo della figlia e poi, in un altro filmato, offre lei stessa i suoi servizi: “Per 50 euro se vuoi ti faccio vedere il culo”. E immediatamente si denuda.

Quando incontriamo la donna, capiamo che è finita in un gioco organizzato dai due minorenni. “Loro mi hanno fatto entrare in questo coso. È nato da ‘mamma guarda chi c’è lì… è tipo una diretta di instagram’ e io le ho detto ‘va bene facciamo questa diretta’. Ho detto beh, che carino che è questo sito. E poi mi ha detto ‘dai mamma fai vedere il culo per prendere i like’. Vabbè per farti vedere il culo, tanto che me ne frega a me…”.

Poi però, incalzata dalle domande della iena, riconosce l’errore: “Ho sbagliato a  entrare in quel cazzo di sito e non dare delle regole a mia figlia. Mi sono sentita una cacca, ho detto ‘perché devo accettare una cosa del genere?’ Però io i non sono mai riuscita a dirglielo”. “Adesso basta, chiederò scusa a lei per quello che ho fatto . Guarda mi viene da piangere, credimi. Perché per una stronzata che io non sono stata capace a dirle ‘ma che cazzo combini, non si fa’”.

Roberto Miirabile della Onlus La Caramella Buona, specializzata da anni nella lotta alla pedofilia, spiega: “Questi ragazzi sicuramente corrono il rischio che queste immagini un domani saltino fuori e dall’altra parte chi ti dice che un pedofilo e un criminale non si presenti sotto casa, segua la ragazzina e prima o poi decida di fare qualche cosa?”.

Ma davvero ciò che mettiamo in Rete rimane per sempre online? Ne parliamo con Christopher Newberg, un rappresentante del “Emme Team”, un gruppo internazionale di esperti con sede negli Usa che sfruttando la legge americana sul diritto di autore ha trovato il modo per eliminare dai siti internet video come quelli di questa famiglia: “La legge fu emanata per contrastare le violazioni del diritto d’autore nell’era digitale. Abbiamo capito che i proprietari del diritto d’autore di tutto il mondo possono utilizzarla per chiedere la rimozione di contenuti dai siti internet. Quello che facciamo è inviare delle richieste di takedown che sostanzialmente chiede al sito web di rimuovere il materiale perché appartiene al nostro clliente e non dovrebbe essere lì. È compito del sito web rimuoverlo in fretta perché altrimenti potrebbe essere denunciato. La maggior parte delle richieste che facciamo si sono concluse con la cancellazione dei file incriminati nel giro di pochi giorni”.

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