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Maestra licenziata per i video hot diffusi dall'ex. Lui: “Ho sbagliato, non volevo farle del male”

Aveva diffuso tre anni fa nella chat del calcetto immagini privatissime dell’allora fidanzata. Da lì è iniziato l’incubo di revenge porn e gogna pubblica di Giulia che, come ha raccontato alla nostra Nina Palmieri, le ha fatto anche perdere il suo adorato lavoro di insegnante d’asilo. Dopo le prime condanne, l’ex è stato appena affidato ai servizi sociali per un anno e si dice pentito

“A un figlio insegnerò a rispettare le donne. Non ho mai voluto farle del male. Quando ho inoltrato le sue foto intime nella chat del calcetto, non ho riflettuto sulle conseguenze. Mai e poi mai avrei immaginato un simile scandalo. Sono pentito. Non è una frase fatta: sono veramente dispiaciuto”.

Sono le parole del pentimento dell’ex della maestra d’asilo del Torinese che nella primavera del 2018 diffuse foto e video immagini privatissime dell’allora fidanzata condannandola così a un lungo e terribile incubo. Nel febbraio scorso, nel servizio di Nina Palmieri che vedete qui sopra, abbiamo incontrato incontrato Giulia, che per questa storia terribile aveva perso il lavoro e che ci ha raccontato la sua disperazione: “La verità verrà fuori, ma io rimango sempre la maestra p***ana”. 

IL PENTIMENTO DELL’UOMO
L’ex fidanzato, oggi ventinovenne, oggi esprime parole di pentimento con il Corriere della Sera e a La Stampa, dopo che è stata appena decisa dai giudici la sua messa in prova ai servizi sociali per aver commesso i reati di violenza privata e violazione della privacy. Per dodici mesi allenerà una squadra di calcio di ragazzini con problemi di disabilità. Se supererà questo periodo correttamente, dopo aver risarcito il danno, chiuderà così i suoi conti con la giustizia.

“I bambini sanno donare grandi emozioni, è un’esperienza che mi accrescerà dal punto di vista umano”, dice. “Ho sbagliato. Ho fatto un errore, per ingenuità e per goliardia. Non pensavo che qualcuno potesse conoscerla. Era una chat chiusa, riservata ai compagni di spogliatoio. Doveva rimanere tutto circoscritto in quella stanza virtuale. Invece la situazione mi è sfuggita di mano. Le ho chiesto scusa. Non mi aspettavo che quelle foto venissero divulgate e che potessero essere usate contro di lei. Ma con il suo licenziamento non ho nulla a che fare”.

“Se avessero diffuso alcune mie immagini intime, anch’io mi sarei vergognato e arrabbiato. Ma sono convinto che se il protagonista di quelle foto fosse stato un uomo, i commenti sarebbero stati di un altro tenore. E anche l’attenzione mediatica sarebbe stata diversa”, prosegue. E promette. “A un figlio insegnerei ad avere rispetto per le amiche e per le ragazze che potrebbe frequentare”.

L’INCUBO DI GIULIA 
L’uomo, come vi abbiamo raccontato nel servizio, ha condiviso foto e video intimi di Giulia su una chat di WhatsApp del calcetto. Dentro c’è anche il papà di un alunno della ragazza. Li vede anche la moglie, arrabbiatissima. Gli scatti con nome e cognome purtroppo iniziano a girare. 

“Ti voglio prendere a schiaffi, ti affido giornalmente mia figlia e il pensiero che la sua maestra fa certe cose, mi fa schifo”, dice una mamma di un’alunna a Giulia. “Ho sbagliato a fidarmi di un ragazzo”, le risponde. “So che vuoi denunciare questa persona, se le tue intenzioni rimangono quelle, io parlerò direttamente con la direttrice spiegando tutto e togliendo mia figlia dal nido”, replica la mamma.

Lei aveva chiesto al ragazzo, per risolvere le cose in maniera civile, di rimuovere foto e video dalle chat senza doverlo denunciare. “Mi ha risposto che ormai circolavano e che potevo andarmene da casa”, spiega la maestra. Non le rimane altro che denunciarlo. Lui inizia a minacciarla: “Se mi arriva la denuncia, mando tutto a tutti fai tu… E lo viene a sapere anche la tua famiglia. Vedi tu che fare, abbiamo sbagliato entrambi, sai a che cosa vai incontro”. 

In quelle giornate da incubo di tre anni fa, Giulia viene isolata e continuano gli insulti da parte dei genitori dei suoi alunni. “Se lei è zocc*** e manda i messaggi non deve mettere in mezzo le persone che li hanno mandati”, dice un papà. “Per quanto quest’uomo possa aver ‘fatto schifo’ tra virgolette, lei non è da meno”, risponde una mamma. “La responsabilità è sua”, insiste il papà. 

Alcuni genitori della classe inoltrano foto e video alla direttrice e le chiedono di prendere provvedimenti. “Mi ha detto che non potevo più lavorare lì perché sarebbe stato visto come l’asilo delle pu***ne”, sostiene Giulia. “La direttrice mi ha obbligata a firmare le dimissioni, altrimenti mi avrebbe licenziato scrivendo quello che è successo”. Ci sarebbe stato pure una sorta di “processo” nell’istituto. Giulia firma, ma per un vizio formale quelle dimissioni non sono valide.

La direttrice alza il tiro inviando un messaggio vocale nella chat delle maestre: “Cercatela di indurre a far qualcosa di sbagliato, ogni qualcosa che succede chiamatemi perché io lo prendo come pretesto per mandarla via. Ce l’ho a morte non voglio neanche vederla”. Alla fine la direttrice passa a una sorta di provvedimento disciplinare e al licenziamento (poi, per questo, Giulia è stata risarcita). 

Mi hanno fatto sentire in colpa, ma la forza di non stare zitta è stata più forte”, dice la vittima di questa terribile storia di revenge porn e gogna pubblica. Il 19 febbraio scorso sono arrivate le condanne: 13 mesi per la direttrice e 12 per una mamma. Nina Palmieri ha incontrato sia l’ex che la direttrice. Lui, ammettendo l’errore e chiedendo comunque scusa, aveva avuto toni un po’ diversi da quelli odierni: “Questa cosa è stata molto ingigantita, io ho fatto una cavolata da ragazzino…”. La direttrice ha preferito il totale silenzio. Giulia non aveva più trovato lavoro per il clamore della storia: abbiamo provato ad aiutarla per le cattive referenze e come potete vedere qui la solidarietà è arrivata.

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