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Tutti i principali aggiornamenti dei servizi che avete visto a Le Iene in tempo reale
  • Nessuna notizia da giorni dallo scalatore Daniele Nardi

Siamo preoccupati perché da due giorni non sappiamo più nulla del nostro amico scalatore Daniele Nardi, che ora si trova sul Nanga Parbat, in Pakistan, a oltre 6000 metri di altezza.

L’ultima volta che ha dato sue notizie è stato proprio con noi domenica scorsa. Daniele Nardi è con Tom Ballard, uno scalatore inglese molto esperto, e proprio ieri hanno cominciato la scalata del Mummery, uno sperone di roccia e ghiaccio alto mille metri. È la via che ha scelto per arrivare in cima al Nanga Parbat, una delle montagne più alte del mondo. Ma le persone che ci hanno provato prima di lui sono tutte morte.

Le condizioni atmosferiche non permettono di avvistarlo dal campo base e il suo telefono satellitare e la sua radiolina non funzionano più. Siamo in contatto con chi si trova ai piedi di quella montagna e appena sapremo qualcosa su Daniele e Tom vi aggiorneremo subito.

  • Licenziata la dirigente Inps Alessandra Infante

Maria Teresa Arcuri, è una funzionaria INPS che nel 2010 è stata sanzionata perché ha osato chiedere se il suo nuovo capo, Alessandra Infante, avesse i titoli per fare la dirigente da 150 mila euro l’anno. E in effetti la Infante per accedere a quel posto pare non abbia fatto nessun concorso pubblico, anche perché sennò sarebbe stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dove invece non c’è.

Ma dopo la sua segnalazione, la vita di Maria Teresa diventa un inferno. Tutti i giorni per otto anni è andata al lavoro senza fare niente. La situazione è talmente grave che la figlia, che è anche il suo avvocato, ha persino lanciato un appello al ministro Di Maio, in cui gli chiede di intervenire.

A novembre arriva la prima buona notizia. La Cassazione dà ragione a Maria Teresa e obbliga l’INPS a pagare le spese del processo. Ma in questi giorni è arrivata una novità anche per Alessandra Infante: la dirigente è stata licenziata dall’Inps. Questo significa che aveva ragione Maria Teresa Arcuri. Speriamo che questo sia il punto di partenza per ricostruire la carriera e la vita di una donna colpevole solo di aver denunciato un’irregolarità nella pubblica amministrazione.

  • Il porcone dei casting è in realtà il piromane di Firenze!

Grazie alle vostre segnalazioni abbiamo scoperto una cosa incredibile sul porcone dei casting che vi abbiamo mostrato la settimana scorsa!

Ve lo ricordate? Faceva dei casting per pubblicità che sembravano piuttosto esami della prostata. Francesco infatti diceva di lavorare sia per Mediaset che per la Rai. Era tutto falso, e organizzava dei finti casting solo per il piacere di toccare e filmare giovani ragazzi muscolosi. E prendeva addirittura le misure del pene!

Dopo che abbiamo mandato in onda il servizio è successa una cosa incredibile… Noi pensavamo che Francesco fosse solo un finto agente, ma ci avete scritto in tantissimi per svelarci si trattava invece del piromane di Firenze Francesco Nassi! Uno che ha iniziato la sua carriera di piromane già nel 1989. Nel 1998 dà fuoco all’albergo Sant’Anna di Roma e, pensate, nel 2008 ha dato fuoco a 63 auto in 23 roghi!

Insomma ragazzi, prima di fare un provino fatela una ricerchina su Google per capire chi vi troverete davanti e dietro!

  • Alessio a processo contro la multa per aver lasciato i fiori per suo figlia, vittima della valanga di Rigopiano

Il 18 gennaio 2017 una valanga ha travolto l’hotel di Rigopiano in Abruzzo e persero la vita 29 persone. Tra le vittime c’è anche Stefano, che quel tragico giorno si trovava in hotel per festeggiare il suo compleanno con la sua fidanzata. La fidanzata si è salvata, mentre lui non ce l’ha fatta.

E mentre la procura sta ancora indagando per accertare le responsabilità di questo disastro, è arrivata una prima condanna. Ma incredibilmente il destinatario è Alessio, il papà di Stefano, colpevole di aver portato dei fiori a suo figlio. La legge infatti vieta di tornare sul luogo del disastro, anche solo per lasciare un mazzo di fiori. Perché si potrebbero inquinare le prove.

E così, Alessio riceve una lettera in cui gli viene comunicato che è stato condannato a due mesi di carcere tramutati in 4550 euro. Ma sono troppi soldi per Alessio. Per questo abbiamo chiesto il vostro aiuto e nel giro di pochissime ore abbiamo raggiunto quella cifra. Che serviranno ad Alessio per fronteggiare il processo in cui si è opposto di pagare la multa. “Mi batterò fino alla fine contro questa ingiustizia!”, ci dice il papà di Stefano. E noi saremo al suo fianco.

Per le vostre segnalazioni mandate un’email a redazioneiene@mediaset.it

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