>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News | di TRINCIA |

“Hanno picchiato Mariam molto forte, soprattutto in testa” | VIDEO

Questa sera a Le Iene le testimonianze sulla terribile aggressione di Mariam da parte di alcune bulle inglesi

“Due ragazze ci stavano venendo dietro. Dicevano che eravamo bianche. Loro erano più scure di noi”. A parlare è Mallak, sorella di Mariam Moustafa, la ragazza italiana morta dopo l'aggressione di una baby gang al femminile a Nottingham, in Inghilterra. Mallak, nel video qui sopra, che anticipa il servizio di Pablo Trincia in onda questa sera a Le Iene, racconta la prima aggressione che ha subito l'estate scorsa assieme a sua sorella. Nel febbraio scorso, alcune delle ragazze che in estate avevano “rotto la gamba di Mariam e riempito di pugni la sorella più piccola”, come racconta la madre della vittima alla nostra Iena, tornano ad aggredire la sorella maggiore, riducendola in un coma durato tre settimane. Fino a mercoledì 14 marzo, quando Mariam muore.

A dare la notizia della nazionalità italiana di Mariam sono state, per prime, proprio Le Iene da questo sito. 18 anni, di origini egiziane, nata in Italia e cresciuta a Ostia, Mariam si era trasferita Oltremanica con la famiglia quattro anni fa. Il padre voleva farla studiare assieme alla sorella di 15 anni e al fratello di 12 nelle scuole inglesi. “Non voleva stare in Inghilterra, ha sempre sognato di tornare a Roma”, ci ha raccontato la madre.

La sera del 20 febbraio, mentre Mariam è per le strade di Nottingham con alcuni amici, un gruppo di ragazze la raggiunge e inizia a insultarla. Lei tenta di rifugiarsi sull'autobus, ma le bulle entrano e continuano ad aggredirla. Nelle immagini del pestaggio, che sono girate su internet, si vede un amico di Mariam che tenta di proteggerla. La nostra Iena, come vedrete nel servizio di questa sera, lo ha incontrato per chiedergli come sono andate le cose quella sera: “L'hanno picchiata molto forte, soprattutto in testa”, racconta. Una volta portata in ospedale, nonostante dicesse di stare molto male, è stata rimandata a casa. La mattina dopo era già in coma.

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.