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“Ci ha violentati”, ma è falso: 400 mila euro di risarcimento al padre

Anche Le Iene se ne erano occupate: i due figli nel 2001 avevano accusato Saverio De Sario di abusi. La verità è arrivata 15 anni dopo con la revisione del processo, ora c’è anche il risarcimento

È il momento dei risarcimenti per Saverio De Sario, il papà accusato di violenza sessuale dai figli senza mai aver compiuto alcun reato. La corte d’appello di Perugia lo risarcirà di 400 mila euro per aver trascorso ingiustamente oltre tre anni in carcere. La sua storia ha commosso tutta l’Italia e anche Le Iene l’avevano raccontata.

La mamma mi ha detto di dire che tu mi hai messo il pisello nel sedere”. L’incubo per lui è iniziato dopo che uno dei due figli in Questura ha pronunciato nei suoi confronti questa frase. Solo oggi, dopo quasi diciotto anni, l’autotrasportatore di Oristano intravede un po’ più di luce in fondo al tunnel.

È il 2001, al culmine dell’ennesimo litigio, Saverio decide di lasciare Brescia e la moglie per tornare in Sardegna. Da quell’unione erano nati due bambini, Gabriele e Michele, ai tempi, di 12 e 9 anni, che devono essere affidati a uno dei due genitori. “Eravamo terrorizzati, non volevamo stare con lei. Fin da piccoli ci ha riempiti di sculacciate”, hanno raccontato i due figli al nostro Giulio Golia nel maggio 2017.

Alla fine, i due fratelli vengono affidati al papà. Dopo due anni e mezzo, la mamma parte all’attacco: li rivuole con sé. Inizia così una feroce battaglia legale che culmina con il trasferimento definitivo a Brescia. Anche papà Saverio, spinto dall’ amore paterno, li segue tornando in Lombardia ma la moglie gli vieta di vederli.

Lui decide di denunciarla, va in Questura e la situazione precipita. Viene preceduto per pochi minuti dalla moglie e dai figli. I bambini sono lì per denunciarlo per violenza sessuale. La verità però verrà a galla solo dopo diverso tempo.

“Siamo stati indotti da nostra madre a disegnare su dei fogli rapporti sessuali e a denunciare nostro padre”, dicono i figli a Le Iene. “Capita la gravità del fatto, con i pochi strumenti in nostro possesso, abbiamo cercato di scagionare il nostro papà. Abbiamo così raccontato che nelle violenze sessuali era coinvolta tutta la famiglia”. Il caos invece di diminuire aumenta.

Continuano intanto gli accertamenti medici sui due bambini, ma nessuna violenza risulta confermata, a parte il caso della cuginetta dodicenne. Le indagini coinvolgono ora ben sette familiari, ma solo uno viene arrestato: Saverio. Viene condannato a 11 anni, con accuse devastanti: “Atti sessuali su minori di anni 10 che hanno previsto penetrazione anale, rapporti orali, eiaculazione sul viso o sul corpo, costringendo il figlio Michele ad avere rapporti con la cugina Veronica”.

“Per dieci anni non lo abbiamo più visto e sentito con l’angoscia di essere la causa della distruzione di tutta la famiglia”, spiegano i figli. Il primo colpo di scena arriva quando Gabriele, appena diventa maggiorenne, ritratta mentre è in corso un nuovo processo, ma nessuno gli crede. Nel 2015, arriva la sentenza definitiva: Saverio deve scontare 9 anni in carcere.

A questo punto viene richiesta la revisione del processo. Le poche certezze di quindici anni prima non ci sono più. Si scopre che anche la cugina non aveva mai subito abusi. È il 2017, Saverio viene assolto con formula piena perché il fatto non sussiste e torna in libertà.

I reati oggi sono prescritti e l’ex moglie che ha indotto i suoi figli a denunciare il padre non rischia niente. L’unica consolazione per Saverio e i suoi familiari è un risarcimento. Oggi si vede riconosciuta una somma di 400 mila euro, una parte di quella richiesta per aver trascorso 1.068 giorni in carcere ingiustamente, oltre tutto con addosso il marchio più terribile per chi sta in prigione: pedofilia, pure sui figli. Peccato che fosse tutto falso.

Guarda qui sotto il servizio completo di Giulio Golia

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