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News |

Abusi sessuali sul lettino: fisioterapista patteggia

E' stato condannato il fisioterapista Antonio Giuseppe Malatesta smascherato da un servizio de Le Iene

Ha patteggiato il terapista di Grosseto che costringeva le sue pazienti a subire atti sessuali durante le sedute nel suo ambulatorio. L’indagine è partita due anni fa grazie al servizio de Le Iene in cui sono stati smascherati gli abusi del fisioterapista Antonio Giuseppe Malatesta ai danni di alcune donne.

Il nostro Matteo Viviani aveva raccontato l’esperienza di Sofia Mangiarotti, che in un anno si è sottoposta a cinque sedute che sono sempre avvenute a seno nudo. Un dettaglio che non le tornava, ma che poi ha iniziato a sommarsi a tanti altri.

Mi appoggiava i suoi genitali sulle mie mani mentre ero sdraiata a pancia in giù sul lettino”, ha raccontato la testimone a Le Iene. “Capitava sempre più frequentemente stupendomi”. Era solo l’inizio delle sedute fisioterapiche da incubo che assumevano sempre più i contorni di abusi sessuali.

“Un’altra volta mi ha abbassato slip e i leggings mentre ero sul lettino”, ha rivelato Sofia. “Mi ha messo su un fianco e ho sentito una sua mano entrarmi nelle mutande”. Situazioni che si sono ripetute più e più volte, testimoniate anche dalle nostre telecamere che hanno ripreso alcune sedute di Malatesta.

Le conseguenze di quelle sedute Sofia le porta anche fuori da quell’ambulatorio. “A casa ho avuto difficoltà a lavarmi”, ci ha confidato. “Mi sono sentita usata, ma anche bloccata dalla sua autorità”. Si è ritrovata immobile sul lettino non sapendo più che cosa fare. “Quella mano non l’ho tolta per paura di creare qualcosa di ingestibile” ha sottolineato. “Temevo anche di passare per visionaria, volevo che finisse tutto il più presto possibile”.  

L’approccio verso la paziente da parte di Malatesta andava oltre quello di un professionista.

Sofia ha avuto la forza di denunciare quegli abusi. Lo ha fatto a noi de Le Iene, e dal servizio è partita poi l’inchiesta. Come inequivocabilmente dimostrato dai filmati che lei stessa ha registrato con una telecamera. “Respiri tre o quattro volte e poi a un certo punto quando tu butti fuori io ti spingo alla rovescia. Se senti un clic è normale”, le diceva. Poi si adagiava su di lei, facendole toccare con le mani le sue parti intime. Erano sedute in cui si iniziava con manovre fisioterapiche fino ad arrivare al petting.

A confermarlo anche l’esito del processo a carico di Malatesta. Quelle erano violenze sessuali. Il fisioterapista ha patteggiato ed è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.

Per le tante donne che dopo Sofia hanno denunciato è una pena che ha il vago sapore della beffa. Una vittima si è rivolta a La Via dei Colori e all’Avv. Giulio Canobbio, direttore del Comitato scientifico della stessa onlus. “Per me è una vergogna – afferma la donna - questa persona ha molestato molte donne negli anni e se la cava così, con un patteggiamento e una pena irrisoria. Una presa in giro per chi come me ha subìto queste violenze”.

La pena base era di cinque anni, ridotta per via del rito speciale e della concessione delle attenuanti.

Guarda qui sotto il servizio di Matteo Viviani sul caso degli abusi del fisioterapista

Sale il bilancio delle vittime mentre si celebrano i funerali di Stato, rifiutati da venti famiglie. Una testimone diretta racconta il crollo del ponte. Ed emerge un incontro di 27 giorni fa che evidenziava criticità e prometteva interventi proprio sui cavi, prima ipotesi di lavoro come causa della tragedia. “Chiesti invano controlli 24 ore su 24”

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