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Bomba ecologica di Troia: i rifiuti tossici spariranno dalla discarica abusiva

La Regione Puglia ha approvato il piano di bonifica della discarica di rifiuti tossici nel comune di Troia. Anche il nostro Giulio Golia era stato tra le oltre 120 mila tonnellate di scorie

Dopo oltre vent’anni di proteste e attese è stato fatto il primo passo verso lo smaltimento della discarica di rifiuti pericolosi di Troia. “Sono destinati ad abbreviarsi i tempi per la bonifica del sito inquinato, dopo la proposta progettuale presentata dagli uffici comunali”, lo annuncia Grazia Manna, attivista del Movimento 5 Stelle che ha seguito la vicenda.

La stessa discarica che noi de Le Iene, vi abbiamo mostrato nel servizio del 26 aprile 2017. Siamo a Giardinetto in provincia di Foggia. Qui la vera bomba ecologica sono alcuni capannoni abbandonati. Da 20 anni sono stipate migliaia di tonnellate di rifiuti tossici pericolosi in un’area di 34 ettari. Un veleno a lento rilascio per cui gli abitanti non sanno di quant’è il danno realmente provocato.

Prima era una fabbrica di mattoni che nel 1997 è stata riconvertita in un sito di rifiuti pericolosi, due anni più tardi le autorità la sequestrano perché era diventata un sito di stoccaggio senza autorizzazioni. Scattano le analisi che confermano esserci metalli e sostanze pericolose. Tra queste è certificata la presenza di antimonio che è corrosivo e pericoloso in ambiente, ma anche di berilio estremamente tossico e di cadmio che può procurare possibili rischi di danni ai bambini non ancora nati. Le perizie accertano anche la contaminazione da cromo esavalente e cromo totale che possono provocare cancro e alterazioni genetiche ereditarie. E ancora: nichel, piombo, rame, vanadio, zinco, idrocarburi. Come se non bastasse anche amianto.

Anche il nostro Giulio Golia è entrato in questa bomba ecologica. Per visitarla ha dovuto indossare delle protezioni come tuta e maschera. All’interno dei capannoni c’erano cumuli e cumuli di rifiuti tossici. La loro presenza è stata stimata tra le 120 e le 250 mila tonnellate di materiale tossico. Fanghi e polveri interrati a ridosso di terreni coltivati e case.

Questi rifiuti venivano stoccati dai dipendenti dello stabilimento che erano all’oscuro della loro totalità. Venivano buttati dentro con la pala per essere poi mischiati a calcestruzzo e cementi. Che cosa ci fosse lì dentro non lo sapevano neanche gli abitanti della zona che assistevano a tir che andavano e venivano 24 ore al giorno. “Notte e giorno andavano là a portare chissà che roba” ha raccontato uno di loro a Giulio Golia. La discarica dava lavoro alla gente e molti si sono avvicinati per un’assunzione, ci dicevano “però mi raccomando non fare domande”.

“La rimozione dei rifiuti è stimata in 13 milioni di euro” ci aveva detto un anno e mezzo fa il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri. “Questi soldi noi non li abbiamo. Non si può caricare il fardello di questo peso su una comunità di 7.500 anime”. Anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano si era preso l’impegno di bonificare l’area. “I soldi al sindaco per lo smaltimento glieli trovo io. C’è chi è stato pagato per lo smaltimento dei rifiuti, ora noi come comunità danneggiata dobbiamo rimetterceli”.

La buona notizia per gli abitanti è arrivata. La Regione Puglia ha approvato il piano di bonifica presentato dal Comune di Troia assieme ad altri 14 comuni che prevede un investimento di oltre 50 milioni di euro per la rimozione delle scorie inquinanti.
 

Guarda qui sotto il servizio completo di Giulio Golia.

 

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