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Tangenti a Monza: 21 arresti, c'è anche un ex magistrato

Tra gli arrestati anche un ex magistrato della sezione fallimentare. Il Tribunale di Monza, assieme a quello di Milano, si è occupato del caso Bramini

Ventuno persone sono state arrestate a Monza per un giro di tangenti, tra i reati contestati c’è anche l’associazione a delinquere. Le tangenti sarebbero state pagate per coprire irregolarità in lavori pubblici e fatture per operazioni inesistenti per un totale di circa 95 milioni di euro, con distrazioni patrimoniali per 234 milioni di euro. Tra gli arrestati (10 sono finiti direttamente in carcere), per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione, c'è anche l'ex magistrato Gerardo Perrillo che prestava servizio alla Sezione fallimentare del Tribunale di Monza e due avvocati. Proprio il Tribunale di Monza, assieme a quello di Milano, si è occupato del caso, che abbiamo seguito per primi fin dall’inizio, di Sergio Bramini, l’imprenditore fallito pur vantando 4 milioni di crediti dallo Stato, che venerdì 17 maggio è stato sgomberato anche dalla sua casa (clicca qui per la ricostruzione della giornata e dell’intera vicenda).

Gli arresti, eseguiti dalla Guardia di finanza, sono scattati in provincia di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria. L'inchiesta, chiamata Domus Aurea coordinata dal pm di Monza Salvatore Bellomo, nasce da un esposto di una lista d'opposizione di un Comune della provincia di Monza e Brianza. Ha portato allo smantellamento di un gruppo di società riconducibili a un imprenditore edile calabrese, Giuseppe Malaspina, residente in Brianza.

Tra i beni anche l'hotel Cà Sagredo di Venezia. Sequestrati anche lo stabile che ospitava l'hotel Gritti di Milano, a pochi metri dalla Scala, e un maneggio a Oggiono (Lecco).

Guarda qui sotto tutti i servizi e gli articoli sul caso Bramini.

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