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News | di Alessandro Barcella |

“Pocho” è salvo: la storia della taglia è una bufala

I media hanno raccontato della taglia della camorra sul cane antidroga della Questura. Peccato che fosse una notizia falsa, come abbiamo scoperto.

“La camorra ha un nuovo nemico: c’è una taglia sul suo naso”. No, non ci siamo sbagliati, abbiamo detto proprio “naso”. Perché il ricercato numero uno a Napoli, in questo momento, è un cane, un simpatico jack russell terrier di nove anni. Si chiama Pocho, come il giocatore della squadra di calcio Lavezzi. A dargli la caccia  non sono le forze dell’ordine, ma la camorra, che ha messo una taglia destinata  a chiunque riesca ad ucciderlo. Perché lui è un cane antidroga, che lavora alla Questura di Napoli.

La notizia fa il giro di tante testate, dal Corriere della Sera a Rainews, e inonda il web. Tutti parlano del “professionista” dell’antidroga, che negli anni ha scovato in prima persona oltre un centinaio di chili di sostanze stupefacenti.  Un affronto troppo grande, per gli uomini dei clan, per cui Pocho è oggi il ricercato numero uno. I giornali e le testate web raccontano che qualunque mezzo, per eliminarlo, è ritenuto valido: hanno provato con le polpette avvelenate, con sostanze tossiche, addirittura mandandogli cagnoline “seducenti” per fargli perdere la testa. E il fiuto. Niente. Pocho è troppo ben addestrato, e ha sempre schivato ogni colpo.

Una storia incredibile, che tratteggia la figura quasi romantica di un Davide con la coda contro un Golia con la pistola. Peccato che si tratti di una storia falsa. E' bastato verificare la notizia direttamente con l’interessato. Ovviamente Pocho non ci è stato di grande aiuto in questo, ma la Questura sì. E al telefono la Questura di Napoli ci ha confermato che la storia della taglia è una bufala assoluta e che la notizia è stata strumentalizzata. Se qualche testata avesse chiamato la Questura prima di pubblicare la "notizia", ci saremmo risparmiati paginate e paginate di nulla.

Pocho avrà sicuramente un gran fiuto. Un po' meno, forse, tutta la stampa pronta a “sguinzagliarsi” dietro a questa storia.   Troppo “bella”, per essere vera. E infatti non è assolutamente vera. Pocho può tirare un sospiro di sollievo, per il momento. Ai media italiani,  invece, consigliamo di trattenere ancora per un po' il fiato.  

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