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News |

Chicago, afroamericano ucciso dalla polizia: scontri. Le Iene e la “police brutality”

Per le strade è scoppiata la protesta. Con Nadia Toffa siamo andati a Los Angeles, per parlare con i parenti di alcune vittime, uccise dalla polizia americana

Dopo l’uccisione di un uomo afroamericano da parte di un agente di polizia, le strade di Chicago si sono riempite di manifestanti. La protesta è culminata in scontri con le forze dell’ordine, con alcuni poliziotti feriti e quattro persone finite in manette.

La vittima afroamericana avrebbe fatto resistenza durante un controllo. L’agente, temendo che fosse armato, ha sparato. L’uomo è morto poco dopo, in ospedale. Per le strade si è scatenata la protesta. Sul posto è stata ritrovata un’arma, ma non è chiaro se appartenesse effettivamente all’uomo ucciso dalla polizia.

Di violenza, armi e vittime afroamericane morte durante controlli della polizia americana vi abbiamo parlato nel servizio di Nadia Toffa del 7 maggio 2017 "Usa: polizia violenta o razzista?".  La nostra Iena è andata a Los Angeles, dove era in corso una manifestazione contro la “police brutality”. Ha intervistato una delle leader di Black Lives Matter (più o meno: "Le vite nere contano" ),un movimento nato nella comunità afroamericana per combattere razzismo e violenza.

“Il fatto che le persone abbiano le armi, il fatto che non fanno una valutazione psicologica di coloro a cui danno queste armi, è questo uno dei problemi della violenza qui”, ci ha detto. “La polizia in questo Paese ha la licenza di uccidere”, commenta un altro attivista.

“La violenza che le forze armate devono utilizzare è direttamente proporzionale alla violenza che incontrano nella società”, ci ha detto Andrew Neiman, capitano della polizia di Los Angeles. E quando gli abbiamo chiesto se secondo lui sia vero, come molti denunciano, che la polizia americana si accanisce contro gli afroamericani, ci ha risposto che loro “sono coinvolti in crimini violenti molto più di ogni altra comunità”.

Non la pensano così quelli del Black Lives Matter, che denunciano: “Essere nero in questo Paese è come avere un’etichetta che dice che sei un criminale”.

Nadia Toffa ha incontrato la mamma di una delle vittime afroamericane uccise dalla polizia durante un normale controllo. “Kevin era al telefono quando ha aperto la porta”, racconta. “Il poliziotto ha detto, così c’è scritto nella deposizione, che lui gli puntava addosso una pistola. L’agente gli ha sparato 5 colpi”. Ma, racconta la donna, suo figlio Kevin non avrebbe mai avuto una pistola. “Lo stesso poliziotto che ha sparato a mio figlio, 45 giorni prima ha sparato a un altro ragazzo afroamericano”.

Guarda qui sotto il servizio di Nadia Toffa sulle vittime uccise dalla polizia americana.

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