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Catania, un baracchino e una famiglia bloccati dalla burocrazia | VIDEO

Una coppia investe tutto in un Chiosco Bar. Da 4 anni non riesce ad aprirlo per esposti anonimi e misteriose “pressioni”. Silvio Schembri è andato a indagare

Silvio Schembri ci racconta una storia da incubo kafkiano.

Una coppia siciliana con tre figli spende i risparmi di una vita per aprire il loro Chiosco Bar a Catania e si trova da subito a combattere contro ostacoli burocratici incomprensibili. La loro lotta dura da quattro anni.

La Iena è andato a Catania a cercare di combattere con Rosario e Ketty. Tra esposti anonimi (o meglio, firmati da persone che poi risultano inesistenti) e “pressioni” di persone reali prima ammesse e poi negate. Sullo sfondo una misteriosa persona che si intromette, un certo “Cannizzo”.

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Per la Corte dei Conti il partito di estrema destra, che da quasi 16 anni occupa nella Capitale senza pagare affitto come sede il palazzo nel quale eravamo entrati con Filippo Roma, ha provocato un danno alle casse dello Stato per 4,6 milioni di euro. Abbiamo sentito per telefono Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound, che si dice disposto a pagare un “canone sociale di 600-700 euro al mese”. A molte condizioni

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