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Quella bufala sull'operaio in nero di Di Maio per infangare Le Iene

“Salvatore Pizzo, il lavoratore in nero presso la ditta di Antonio Di Maio, è in realtà un candidato del Pd!”. Ma la fake news dei simpatizzanti Cinque stelle sostituisce la sua foto con quella di un vero candidato

È finito senza volerlo nel tritacarne della fabbrica delle fake news costruite ad hoc per difendere il padre del vicepremier Luigi di Maio. Ne avrete senz’altro sentito parlare in queste ore sul web. La notizia è stata diffusa alle ore 19 del 26 novembre. Ed è ormai sulla bocca arrabbiata di tutti: “Quel Salvatore Pizzo che ha denunciato a Le Iene di aver lavorato in nero per l’azienda del padre di Luigi Di Maio, in realtà, è stato candidato per il Pd nel 2014”. Uno scandalo, che dimostrerebbe quindi come lo avrebbe fatto per motivi puramente politici. E, dunque, probabilmente sta mentendo.

C’è un però, ed è enorme quanto l’ondata di indignazione che è subito partita sui social. A svelarlo è il sito bufale.net,  (e in particolare Claudio Michelizza, detto #LoSbufalatore) che da anni si occupa di sbugiardare le troppe fake news che sembrano essersi impossessate anche dei media italiani. Bufale.net mostra ancora una volta quella foto che ha fatto velocissimamente il giro del web (condiviso da quasi 7000 utenti in poche ore), in cui si vede il presunto “delatore” Pizzo in compagnia di un uomo e di due donne, posare sorridente davanti a una parete interamente ricoperta dal logo del Partito democratico. “Le Iene questo non lo hanno detto!!! L’operaio che ha accusato il padre di Di Maio era candidato nel 2014 col Pd”, recita il “meme” abilmente costruito e diffuso dalla già nota Fanpage M5S (non dunque la pagina ufficiale del Movimento Cinque Stelle, bensì da una simpatizzante).

Guardate qui l'immagine che ha fatto il giro del web.

C’è un però, abbiamo detto. Anzi sono ben tre, e non sono affatto irrilevanti. Il primo, e più importante, è quello che fa saltare tutto il castello di menzogne costruito utilizzando questo “meme”. L’uomo che vediamo nella foto in realtà non è quel Pizzo intervistato da Le Iene, ma si chiama Leonardo Marras. Ovviamente, e siamo al secondo però, non ha mai lavorato nell’azienda del padre di Luigi di Maio. E, terzo però, il capogruppo Pd in regione Toscana è stato candidato nel 2018, e non nel 2014.

Marras, tanto arrabbiato quanto incredulo, ha risposto pubblicando a sua volta un post su Facebook: “Quanto ci vuole per finire nella macchina del fango dei moralisti da tastiera? Giusto il tempo di fare una grafica con informazioni false!”

Un’infilata di bugie costruite ad hoc dunque, come se tre menzogne potessero diventare una verità. Giusto per dare ai leoni da tastiera e alla macchina del fango uno strumento per spargere altro odio. E per attaccare la nostra trasmissione e l’ottimo lavoro di inchiesta fatto da Filippo Roma e Marco Occhipinti.

Un lavoro partito, e mostrato durante l’ultima puntata della trasmissione, con il servizio che aveva raccontato come Salvatore Pizzo (quello vero però, non l’uomo della foto!) aveva lavorato dal 2009 al 2010 nell’azienda edile di Antonio Di Maio. E che per un anno intero era stato pagato completamente in nero, in contanti, nonostante chiedesse di essere regolarizzato (e altre due/tre persone, quasi la metà dei dipendenti – aveva raccontato ancora Pizzo a Filippo Roma - sarebbero state anch’esse in nero).

Il leader dei Cinque Stelle Di Maio ci ha tenuto a puntualizzare che la cosa non poteva essere assolutamente accaduta dopo il 2012, quando lui stesso era entrato nella proprietà dell’azienda. Ma questa cosa, vogliamo ricordarlo, non l’aveva detta neanche lo stesso Pizzo durante l’intervista a Le Iene. E prima del 2012? “Io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati, non c’era stato un bel rapporto per anni, è migliorato negli ultimi anni”. E dunque il dubbio rimane. E anzi si alimenta di nuove testimonianze di lavoratori in nero, come potrete ascoltare nel corso del nuovo servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti in onda nella puntata de Le Iene.

Guarda sotto il servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti.

L'ultima puntata

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