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News | di ROMA |

Elezioni: si indaga sul voto all'estero, agli atti anche il nostro filmato

La Procura di Roma apre un fascicolo su presunti brogli in Canada. Nel fascicolo anche l'inchiesta de Le Iene

Ieri sera abbiamo mandato in onda un sevizio sui rischi del voto all'estero, in cui mostravamo anche con un filmato esclusivo la compravendita di 3.000 voti a Colonia, in Germania. Oggi la Procura di Roma apre un'indagine su presunti brogli avvenuti nel voto degli italiani in Canada e in genere nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale.

Nel fascicolo dovrebbero entrare una serie di segnalazioni giunte da diverse sedi diplomatiche su presunte irregolarità nella circoscrizione Europa e in particolare la vicenda che abbiamo denunciato in tv sul voto degli italiani in Germania (tocca alla Digos acquisire i filmati e stilare un'informativa). Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato.

Qui sotto vi riproponiamo il nostro servizio di ieri e anche i quattro servizi precedenti con cui Le Iene avevano già denunciato la possibilità di brogli con il voto degli italiani.

Purtroppo da allora non è cambiato nulla e nessuno è intervenuto. Anzi, secondo le nostri fonti, come vi abbiamo mostrato ieri nel 2018 la situazione è addirittura peggiorata. Le schede non vengono solo raccolte con il “porta a porta” ma vengono pure comprate quelle stampate direttamente dalle tipografie. La truffa, ai danni dei diritti politici di tutti, coinvolgerebbe anche alcuni consolati. Con cifre economiche e di numero di voti che spaventano.

“C'è stata una battaglia fino all'ultimo sangue perché era tanta la concorrenza però i miei risultati li ho portati lo stesso”, ci ha raccontato il "cacciatore di plichi", ovvero di schede non ancora votate, che avevamo già sentito e che con queste elezioni avrebbe guadagnato, soltanto lui, 3.350 euro.

Per carità, il rischio che si tratti delle sparate di qualche imbroglione c'è sempre. Noi questa volta ci siamo infiltrati in una vera e propria trattativa e l'abbiamo documentata conuna candid camera. Oggetto di scambio: 3.000 voti. E questo è quello che abbiamo trovato noi, in una sola città e in soli due giorni.

Sono troppe le domande aperte, abbiamo ripetuto più volte.

Quante situazioni come questa ci sono state in giro per il mondo per queste elezioni? E' democrazia questa? Avevamo già denunciato lo scandalo: perché non è stato fatto niente per evitare questa nuova vergogna?

Dopo il nostro servizio, oggi le indagini sono aperte. Speriamo che facciano chiarezza.

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