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News | di GOLIA |

Entra in vigore la legge sul testamento biologico. Merito anche di Marco Cappato e Dj Fabo

L'udienza definitiva per il leader radicale che ha aiutato Dj Fabo a morire è prevista per il 14 febbraio

Oggi, 31 gennaio, entra in vigore la legge sul testamento biologico. Approvata al Senato il 14 dicembre, è stato un importante passo in avanti verso la libertà di scelta. Con le Dat (“Disposizioni anticipate di trattamento”), persone maggiorenni e capaci di intendere e di volere potranno esercitare la loro volontà in vista di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi.

Un risultato per cui ha combattuto in prima linea Marco Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni. La sua battaglia per il biotestamento si è legata alla vicenda di Dj Fabo, rimasto gravemente disabile in seguito ad un incidente, che lo aveva reso cieco e tetraplegico. Questa legge è un primo importante passo in avanti verso la libertà di scelta e di autodeterminazione per cui lui si era battuto fino all'ultimo.

Noi delle Iene abbiamo seguito in prima linea con Giulio Golia la vicenda di Dj Fabo. La nostra Iena aveva incontrato Fabiano Antoniani poco prima che partisse per il suo ultimo viaggio in Svizzera. Proprio in quell'occasione avevamo documentato la sofferenza e la determinazione di Fabo nel portare avanti la sua scelta.

Guarda qui sotto il servizio di Giulio Golia

L'intervista integrale a Dj Fabo è stata proiettata in aula il 13 dicembre durante il processo a Cappato per aiuto al suicidio. Il leader radicale aveva infatti accolto la richiesta di Dj Fabo di accompagnarlo in Svizzera per affrontare il suicidio assistito, pratica illegale nel nostro paese, ottenuto lo scorso anno.

Il 17 gennaio la procura di Milano ha chiesto l'assoluzione per Marco Cappato, che rischia fino a 12 anni di carcere. Per il pm, infatti, Cappato “non ha rafforzato il proposito di suicidio di Fabiano Antoniani, ma ha piuttosto rispettato la sua volontà di morire”. L'udienza definitiva è prevista per il 14 febbraio. Vi terremo aggiornati.

Sale il bilancio delle vittime mentre si celebrano i funerali di Stato, rifiutati da venti famiglie. Una testimone diretta racconta il crollo del ponte. Ed emerge un incontro di 27 giorni fa che evidenziava criticità e prometteva interventi proprio sui cavi, prima ipotesi di lavoro come causa della tragedia. “Chiesti invano controlli 24 ore su 24”

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