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Fantoccio della Boldrini al rogo, Salvini: "Dubbio gusto, confrontiamoci"

Il segretario della Lega, contattato dalle Iene, si dissocia, non si scusa e rilancia

"Bruciare un fantoccio o bruciare libri non è mai una cosa intelligente, anche se fa parte delle tradizioni popolari. Detto questo, aspetto la Boldrini per un confronto pubblico dove vuole, quando vuole, moderato da chi vuole." Risponde così Matteo Salvini al telefono con Le Iene sulle polemiche seguite al fantoccio raffigurante la presidente della Camera Laura Boldrini bruciato dai giovani padani della Lega di Busto Arsizio.

Il segretario della Lega continua a non chiedere scusa, ma prende le distanze dall'accaduto: "Ho chiesto spiegazioni [ai giovani leghisti, ndr], mi hanno detto che quella è una tradizione fra l'anno vecchio e l'anno nuovo. L'hanno già fatto con Trump, con leghisti, con sindaci. Ma a prescindere dalle tradizioni mi sembra di dubbio gusto. Il fuoco lo uso per altro". Salvini fa riferimento al tradizione falò della Giobia, l'appuntamento di origini contadine che cade ogni anno l'ultimo giovedì di gennaio, in cui si brucia un fantoccio che rappresenta il vecchio anno. Da come brucia si capisce come sarà l'anno nuovo.

"Vogliamo chiedere queste scuse alla Boldrini?", insistiamo noi delle Iene. Salvini risponde: "Alla Boldrini ho chiesto un confronto pubblico sui temi della legalità, dell'immigrazione, dei diritti delle donne. Se accetta il confronto pubblico sono pronto a tutto". "Anche a chiederle scusa, quindi?", rilanciamo dalle Iene. "Confrontiamoci".

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