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Festival di Venezia, il padrino Michele Riondino: “Salvini? Meglio non incontrarlo”

Inaugura la 75esima edizione della Mostra del cinema. Simpatizzante 5 Stelle, non si risparmia sulla politica. Come ha fatto a Le Iene l’1 maggio

Michele Riondino è il cerimoniere del 75° Festival del Cinema di Venezia. L’attore che ha vestito i panni del giovane Montalbano tra il 2012 e il 2015, proseguirà la prassi avviato lo scorso anno di avere un padrino all’evento cinematografico. Questa sera Riondino (nella foto con il presidente del Festival di Venezia Alberto Barbera)​ aprirà la mostra del cinema che si chiuderà il prossimo 8 settembre ed è già polemica con il ministro dell’interno, Matteo Salvini.

Non solo di politica ci aveva parlato nell’intervista ad aprile quando lo abbiamo incontrato alla vigilia dell’Uno Maggio Taranto, il concerto per chiudere l’Ilva. Una realtà che lui conosce bene. Figlio di un operaio dello stabilimento andato in pre-pensionamento perché per anni ha lavorato a stretto contatto con l’amianto. “Uno degli accordi era che il suo primogenito avrebbe preso il suo posto in fabbrica. Ma se io oggi fossi operaio sarei terribilmente incazzato”.

Per lui il nemico numero dell’Ilva sono i tarantini “che non vogliono più sottostare a un ricatto occupazionale. Al contempo dovrebbero puntare sull’idea delle bonifiche dei siti industriali, argomento che dovrebbe essere insegnato nelle scuole”. In queste ore a Taranto è presente il segretario nazionale del Partito democratico, Maurizio Martina. Lo stesso Pd che Riondino ritiene responsabile di avere “prodotto dodici decreti salva Ilva e zero salva Taranto”.

Con lui avevamo parlato anche di politica. Tra Di Maio e Salvini premier ci aveva detto che avrebbe preferito il leader del Movimento 5 Stelle in un governo tra grillini e “la buona parte del Pd che per recuperare voti c’è bisogno di un buon governo”.  Gli avevamo anche chiesto che cosa avrebbe fatto qualora i 5 Stelle avrebbero fatto un governo con la Lega. “Mi adopererei per lavorare contro il Movimento”.

E’ proprio di queste ore la polemica tra Riondino e Matteo Salvini che rischia di diventare un vero e proprio caso politico. “Cosa avrei detto al ministro dell'Interno se l'avessi incrociato al Palazzo del cinema? Avrei molto volentieri evitato di incontrarlo. Salvini non mi rappresenta e non rappresenta la gran parte degli italiani che non l’hanno votato”.

 

Guarda qui sotto l’intervista completa a Michele Riondino​​

 

L'ultima puntata

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