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Giornalista perquisita, il direttore della Nuova Sardegna: no ai bavagli | VIDEO

L'intervista ad Antonio Di Rosa sul caso di Tiziana Simula, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza

“Abbiamo assistito a una cosa allucinante, una sorta di sequestro di persona. In Italia siamo tutti in pericolo, non solo la libertà di stampa”. Sono le parole di Antonio Di Rosa, il direttore de La Nuova Sardegna nell'intervista che potete vedere qua sopra.

Quattro carabinieri hanno perquisito la redazione di Olbia che dirige portando via il computer e il telefonino di Tiziana Simula. La giornalista di cronaca giudiziaria si è occupata, fra le altre cose, anche dell'asta di una villa per cui diversi magistrati dovranno rispondere per turbativa d'asta, falso, abuso d'ufficio e altri reati.

"Ha pubblicato il contenuto di un esposto che un ex magistrato ha fatto contro altri due ex magistrati, evidentemente al Procuratore di Tempio Pausiana non è piaciuto”, attacca Di Rosa. “Ha mandato i carabinieri, anziché convocarla in procura”.

E allora perché sono stati perquisiti redazione e appartamento di Tiziana? Forse perché ha pubblicato un documento sotto segreto? “Quale segreto ci può essere nell'esposto di un cittadino?”, si chiede Di Rosa. “Per noi non esiste il segreto, ma il dovere e il piacere di pubblicare le cose che troviamo per farle conoscere ai nostri lettori. O forse ci sono riferimenti ad altre persone indagate”.

Ma alla Procura di Tempio Pausania sono di un altro avviso. “Anziché dare risposte su chi è responsabile delle cose accadute, il Tribunale dei veleni ha pensato bene di perquisire La Nuova Sardegna” sottolinea il direttore. “Episodi del genere sono frequenti, ci sono già stati a La Stampa, Il Sole 24 ore, Il Fatto Quotidiano”, aggiunge. “Dobbiamo essere molto vigili, solidarizzare tra noi, spesso capita se succede qualcosa a un collega che lavora in un altro giornale, alcuni se ne fregano”.

Se dovesse essere provata la colpevolezza della giornalista, Tiziana rischia qualche anno. “Ma non credo che sarà incriminata. Non c'è niente da incriminare”, conclude il suo direttore. Alla giornalista Tiziana Simula e alla redazione de La Nuova Sardegna va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

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