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Caso Uva: assolti due carabinieri e sei poliziotti

La Corte d’Appello di Milano assolve gli imputati per la morte di Giuseppe Uva, accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona

Confermata la sentenza di primo grado nel processo sulla morte di Giuseppe Uva. La Corte d’Appello di Milano ha assolto i 2 carabinieri e i 6 poliziotti a processo a vario titolo per omicidio preterintenzionale e sequestro di persona, perché “il fatto non sussiste”.

L’operaio 43enne di Varese è morto nel giugno 2008 dopo un fermo da parte dei carabinieri. Con Mauro Casciari, nel 2016, pochi giorni dopo l’assoluzione di carabinieri e poliziotti in primo grado, avevamo ripercorso la vicenda di Uva, già trattata in numerosi nostri servizi, parlando con la sorella di Giuseppe, Lucia.

Il procuratore generale di Milano, Massimo Gaballo, aveva chiesto la condanna a 13 anni per i due carabinieri e a 10 anni per gli agenti, sostenendo che furono le “condotte illecite degli imputati” a causare lo stress che portò all’aritmia e poi la morte di Uva. Una vicenda che dura ormai da dieci anni e che è nata per delle transenne che l’operaio, la notte del 14 giugno, cercava di spostare dal centro di Varese, assieme all’amico Albero Biggiogero. Dopo essere stati portati in caserma, dove Biggiogero sostiene di aver sentito l’amico gridare mentre veniva interrogato (tanto da chiamare lui stesso il 118), i carabinieri richiesero per Giuseppe Uva il trattamento sanitario obbligatorio all’ospedale di Circolo di Varese, dove è morto la mattina dopo.

Secondo l’accusa i carabinieri avrebbero deciso di “dare una lezione” a Uva, che si sarebbe vantato di una presunta relazione con la moglie di uno dei due. I difensori degli imputati sostengono, invece, che quella sera non ci fu “nessuna azione di violenza”.

“Lette le motivazioni faremo subito ricorso in Cassazione”, ha dichiarato il difensore della famiglia Uva, definendo la sentenza “pericolosa”.

Guarda qui sotto il servizio di Mauro Casciari sulla morte di Giuseppe Uva

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