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News | di PECORARO |

La giornalista minacciata dalla mafia: “La gente non ama solo le fake news: grazie!”

Dopo il servizio di ieri, abbiamo contattato Marilù Mastrogiovanni, che ci ha raccontato del crowdfunding per il suo sito “Il Tacco d’Italia”

“Ieri sera, mentre andava in onda il servizio, abbiamo deciso di lanciare un crowdfunding per il nostro sito, Il Tacco d’Italia”. Marilù Mastrogiovanni, contattata oggi al telefono, è felice. “Ancora prima che finisse, tantissime persone ci hanno scritto su Facebook messaggi di solidarietà!”.

Il Tacco d’Italia, come ha raccontato la nostra Iena Gaetano Pecoraro nel servizio che vi riproponiamo qui sotto, non ha vita facile. Un’inchiesta di Marilù sul legame tra politica e Sacra corona unita in Puglia è costata per esempio il sequestro preventivo, che, trattandosi di testata giornalistica, non poteva essere applicato. Il sito è stato oscurato per 45 giorni finché “il sindacato dei giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa, ha preso le mie difese e mi è stata vicino”. Le difficoltà erano iniziate nel 2014. “Abbiamo attivato il crowdfunding perché il giornale ha iniziato a perdere pubblicità. Per gli investitori trattavamo ‘argomenti troppo compromettenti’”.

“Il sito su cui abbiamo aperto la raccolta fondi è andato giù due volte per picco di accessi, e anche Il Tacco d’Italia!”, racconta contenta Marilù. “Siamo a 2.500 euro! Anzi no, siamo appena arrivati a 2.600! È un bellissimo segnale. Mi piace che i lettori diventino produttori del giornale. Non è vero che la gente ama solo le fake news. Quando c’è giornalismo di qualità lo apprezza”.

Per ringraziare chi sta sostenendo la testata, sul sito de Il Tacco d’Italia c’è una lista dei donatori, chiamati “Gli amici dell’articolo 21 della Costituzione”, l’articolo che difende la libertà di stampa e d’informazione.

Anche noi siamo contenti di aver dato una mano a Marilù e al suo giornale. Anche perché, a passare momenti difficili, non è stato solo il sito, ma la stessa Marilù, costretta a lasciare il suo paese per le continue minacce che riceveva. “Mi ha fatto impressione vedere la mia storia in televisione. È emersa tutta la violenza e la solitudine che ho provato nel portare avanti le mie inchieste”. Ma anche l’affetto si è fatto sentire: “Siamo stati inondati da commenti di solidarietà. I lettori hanno fiducia in noi”.

GUARDA QUI SOTTTO IL SERVIZIO DI GAETANO PECORARO

 

L'ultima puntata

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