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News | di ROMA |

La Procura: oltre 1000 firme false per la lista M5S al comune di Palermo

Un'inchiesta riaperta grazie al lavoro de Le Iene

Entra nel vivo il processo sulle cosiddette “firme false” per la presentazione della lista del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Palermo del 2012. Un processo che si è riaperto grazie al lavoro delle Iene, e dal quale emerge che su circa duemila firmatari sentiti, in 1104 non hanno riconosciuto la propria firma. Tra gli imputati, oltre a diversi attivisti, anche i parlamentari 5 Stelle Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita (nessuno dei quali è stato ricandidato alle prossime elezioni del 4 marzo) e gli ex deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio.

Le Iene hanno dedicato diversi servizi alla vicenda, inizialmente archiviata dalla Procura nel 2013. Memorabile l'accesissimo confronto fra un dipendente del comune di Palermo e la nostra Iena Filippo Roma, con l'operatore costretto a scappare per difendere l'attrezzatura. La Iena era andata a chiedere infatti che fine avessero fatto i primi quattro fogli del fascicolo delle firme per la presentazione della lista del M5S. Già, perché oltre alle probabili firme false, risultavano misteriosamente scomparsi i fogli con scritto i nomi dei candidati al consiglio comunale, del candidato sindaco e le primissime firme. Fogli che sono poi ricomparsi come per magia, e finiti direttamente nelle mani della Digos. Mentre Beppe Grillo aveva ringraziato pubblicamente il lavoro di inchiesta portato avanti dalla nostra trasmissione, alcuni parlamentari 5 Stelle coinvolti nella faccenda hanno invece querelato Le Iene e chi ha denunciato il caso.

Grazie alla testimonianza di Giuseppe Marchese, ex candidato al comune per il M5S, la nostra Iena Filippo Roma è riuscito a fare più chiarezza su quanto accaduto. Per presentare la lista alle elezioni comunali di Palermo erano necessarie 2000 firme di cittadini. L'attivista mostra alla Iena lo scambio di email fra gli attivisti 5 Stelle avvenuto nel corso di una notte in cui dapprima si facevano appelli accorati per raccogliere “quante più firme possibili” perché il rischio era di non riuscire a presentare la lista. E la sera seguente sempre le stesse persone esultavano perché avrebbero raccolto 1200 firme in un solo giorno. Possibile? La Procura ipotizza che sia stato un errore anagrafico riportato sui moduli ad avere spinto gli attivisti a ricopiare le firme sui moduli corretti. Inoltre sempre dallo scambio di email risulta che Samantha Busalacchi, Claudia Mannino e Claudia La Rocca sarebbero rimaste 13 ore di fila in sede, fino alle 4 del mattino. E' stato quello il momento della ricopiatura delle firme? Saranno ora i magistrati a dare una risposta. Vi terremo aggiornati.

Guarda il servizio della nostra Iena Filippo Roma

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