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News | di PECORARO |

Moby Prince, la Commissione d'inchiesta: ora tocca ai giudici

L'intervento dopo il servizio di Gaetano Pecoraro e i nuovi elementi che mettiamo a disposizione

Dopo il nostro servizio sulla tragedia del Moby Prince andato in onda mercoledì scorso, interviene anche la Commissione parlamentare d'inchiesta sul disastro che ha provocato 140 morti nel 1991. Mentre noi aggiungiamo nuovi elementi utili per le indagini.

“Uno dei servizi della trasmissione Le Iene era dedicato alla tragedia del traghetto Moby Prince. Il servizio cercava di approfondire alcune questioni ancora poco chiare agli occhi dell'opinione pubblica", ha dichiarato il presidente della Commissione, Silvio Lai. "A tal riguardo voglio ricordare che per permettere una completa e rigorosa ricostruzione dei fatti abbiamo trasmesso alla Procura, per competenza, gli atti relativi al lavoro della Commissione. Peraltro la Procura di Livorno ha già aperto mesi fa un fascicolo”.

La Commissione d'inchiesta, nella relazione finale presentata il 24 gennaio in Senato aveva evidenziato alcuni punti fermi: la sera del 10 aprile 1991 quando il traghetto Moby Prince si scontrò fuori Livorno con la petroliera Agip Abruzzo non c'era nebbia in mare, come sostenuto dalle inchieste della magistratura. La Commissione ha criticato molti punti delle sentenze a cui si è arrivati finora, in 26 anni, e le gravi negligenze nei soccorsi.

Oltre al servizio andato in onda, noi de Le Iene abbiamo deciso di fornire altri elementi utili a capire cosa sia successo veramente quella notte. Mettiamo così a disposizione di tutti, per la prima volta in versione integrale, le registrazioni del canale radio 16 (il canale d'emergenza) con le comunicazioni avvenute dalle ore 22 alle ore 24 della notte del 10 aprile 1991. Pubblichiamo inoltre gli atti della Commissione d'Inchiesta.

- Clicca qui per ascoltare le registrazioni inedite del canale di emergenza la notte del disastro

- Clicca qui per leggere gli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta

Il servizio della Iena Gaetano Pecoraro di mercoledì solleva dubbi in particolare su un punto: quello del carico della petroliera (scarica qui il documento). Dalle registrazioni delle comunicazioni radio tra la petroliera Agip Abruzzo e i soccorritori, emerge che a incendiarsi non sia stato il petrolio greggio (che è anche il carburante delle navi) ma della nafta, un derivato el petrolio utilizzato dai motori diesel.

“Capitaneria, c'è la nafta incendiata in mare!”, dice il comandante della petroliera Agip nelle registrazioni. I soccorritori rispondono: “Cioè, che cosa è incendiato in mare? La nafta?”. “Sì, una nave ci è venuta addosso, la nafta è andata a mare e ha preso fuoco!”. La cosa è appunto strana, perché a riversarsi in mare sarebbe dovuto essere il greggio trasportato e non la nafta. Anche i soccorritori cercano di capire meglio: “Ma sta uscendo nafta da voi o dalla nave che è venuta addosso a voi?”. E il comandante della petroliera Agip risponde chiaramente: “Da noi”. Questo dato è confermato dalle condizioni del corpo dell`unico marinaio del Moby Prince morto per annegamento, a cui è stata trovata nafta nella trachea e sui vestiti (scarica qui un estratto della deposizione del responsabile delle autopsie sulle vittime e la ricostruzione del recupero del cadavere nella sentenza del Tribunale di Livorno).

Da dove arrivava tutta quella nafta? Un'ipotesi viene sempre dalle registrazioni radio. Emerge, infatti, che a incendiarsi sia stato anche il locale pompe: “Sono Paoli, vedevo che dal locale pompe esce parecchio fumo”, dice il comandante della Sicurezza Agip ai soccorritori. Che rispondono: “è il locale pompe, c'eravamo proprio noi a tirarci dell'acqua sopra”.

Il punto fondamentale è che, se la petroliera stava pompando fuori nafta, vuol dire che lì ci doveva essere anche un'altra imbarcazione che la stava ricevendo. E se lì c'era una terza nave, magari è per la sua presenza imprevista e non per la nebbia che il traghetto non è riuscito a evitare la petroliera. La Commissione parlamentare, del resto, parla in più punti di un ostacolo che avrebbe “portato il comando del traghetto a una manovra repentina per evitare l'impatto, conducendo tragicamente il Moby Prince a collidere con la petroliera”.

Molti, troppi dubbi sono ancora aperti su questa tragedia, e noi de Le Iene stiamo continuando la ricerca di ogni elemento che possano portare alla verità. Continua quindi la nostra indagine, che vedrete in onda prossimamente con nuovi sviluppi.

Guarda qui sotto il servizio completo di Gaetano Pecoraro andato in onda mercoledì 21 febbraio

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