>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
×

Mediaset, da sempre attenta alla protezione dei dati del suo pubblico, si adegua al nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, in vigore dal 25 Maggio 2018.
Leggi la nuova informativa privacy Mediaset

News | di TRINCIA |

Pedofilia, Diego: “Se perdo, nessuno denuncerà più gli abusi dei preti”

In onda vi abbiamo raccontato la sua lotta di 8 anni per avere giustizia dalla Chiesa. Oggi lancia una sfida: “Vi prego, querelatemi”

 

“Se perdo io, perdiamo tutti. Nessuno avrà più il coraggio denunciare un prete pedofilo. A me hanno rovinato la vita, partendo dall’infanzia. Eppure dopo 8 anni di battaglia, dopo che il mio caso è finito sui giornali americani, francesi e di mezza Europa, non ho ancora avuto giustizia. E questo fa paura a tutti, alle vittime per prime”. Diego (il nome è di fantasia), dopo che ieri abbiamo raccontato in onda la sua storia, ci ringrazia e resta fermo nella sua battaglia.

Nel servizio, che vi riproponiamo qui sotto, abbiamo raccontato degli abusi che avrebbe subito a 13 anni nel quartiere napoletano di Ponticelli dal suo insegnante di religione delle medie, Don Silverio. Abusi sistematici con “rapporti sessuali completi, 2-3 volte la settimana per 3 anni e mezzo”.

“E non sono stato la sua unica vittima”, continua Diego. “Ce sono almeno altre 10. Forse anche di più perché quel prete ha fatto ‘una strage di bambini’: la voce gira da anni. Come ha detto Pablo Trincia in onda, questo potrebbe essere uno dei casi più gravi di abusi sessuali nella storia della Chiesa italiana.Intanto, già solo quei 10 di cui sono a conoscenza non si espongono perché spaventati. La Curia è arrivata perfino a violare il mio anonimato pubblicando il mio vero nome in un comunicato stampa. C’è un processo per questo e il comunicato è stato fatto cancellare anche da internet dalla Polizia postale”.

Per avere le prove ha incontrato di nuovo il sacerdote, dopo 25 anni, e ha registrato tutto. Don Silverio non ha negato nulla, si è limitato a pregare. Di lui sembrano essersi perse le tracce, le indagini della Curia che Diego chiede da 8 anni non hanno portato a nulla. Anzi, come si vede nel servizio, da una perizia psichiatrica surreale ai 250 euro dati da un incaricato della Caritas “per chiudere il caso”.

E’ dovuto intervenire due settimane fa Papa Francesco per chiedere di riaprire l’inchiesta interna, mentre anche noi stavamo già indagando sul caso. “Se non riesco ad avere giustizia, dopo 8 anni di lotta e l’intervento del Papa, tutti resteranno nella paura e nessuno denuncerà più i preti orchi. Ogni volta che io arrivavo in Curia, loro chiamavano la polizia. Due agenti, molto gentili, quasi scusandosi con me, erano costretti a farmi da scorta. Il pazzo sono io per la Chiesa. Meno male che c’è mia moglie accanto a me, una donna d’oro, se no impazzivo davvero”.

E’ un fiume in piena al telefono Diego. Parla dal letto, dove passa l’80% del tempo per i problemi psicologici con cui convive dopo gli abusi, una grave forma di attacchi di panico che combatte con gli psicofarmaci, dopo 6 ricoveri per crisi d’ansia. “Non c’è stato un giorno in cui non abbia ripensato a quanto ho subito. Se riuscissi ad avere un po’ di giustizia, magari starei meglio. Dentro ho un tarlo, un grido che chiede giustizia. E poi, se pensano che è tutto falso, perché non mi querelano? Io non vedo l’ora: potrei finalmente portare tutto in Tribunale, visto che per la legge sono scaduti i tempi per fare denuncia. Ma non lo faranno mai, sono furbi”.

“Eppure fare pulizia sarebbe un bene per tutti noi credenti”, conclude Diego. “La gente deve poter essere tranquilla quando manda i bambini in Chiesa”.

Guarda qui sotto il servizio di Pablo Trincia andato in onda nella puntata di mercoledì.

 

L'ultima puntata

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.