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“Non ci consegnano la posta perché abitiamo in campagna: aiutateci” | VIDEO

Da un anno abitano in provincia di Brindisi e non ricevono più la posta. Le autorità giocano a scaricabarile, così Caterina e Sergio lanciano un appello a Le Iene: “Tra le montagne della Valle d’Aosta ce la consegnavano, perché qui no?”

Il postino a casa di Caterina Toscano e di suo marito Sergio non suona proprio, nemmeno una volta. Mai. Perché a 20 chilometri da Brindisi, lettere e raccomandate sembrano proprio un miraggio. Così tramite Le Iene lanciano l’appello che potete vedere nel video qui sopra.

Dalla Valle d’Aosta si sono trasferiti in provincia di Brindisi, a sei chilometri da Mesagne e a otto da San Vito dei Normanni. Il nuovo capitolo della loro vita è iniziato il 2 dicembre del 2017, da quella data però non hanno più ricevuto la corrispondenza. “Abitiamo in contrada Paradiso a Brindisi”, ci spiegano Caterina e Sergio. “A un certo punto ci siamo accorti di non ricevere alcuna lettera nella nostra cassetta postale”. 

Allora si rivolgono al responsabile delle poste di Brindisi. “Ma ci ha detto che abitando a 20 chilometri dal capoluogo, non era possibile recapitarci la posta”, raccontano Caterina e Sergio. Così si rivolgono all’ufficio postale del paese più vicino a loro, Mesagne. Ma anche qui le sorprese per loro non mancano. “Il responsabile ci ha detto che abitando in una zona rurale non avevamo la possibilità di questo servizio”.

I due non si perdono d’animo e continuano a scrivere ai referenti di Poste Italiane. “Abbiamo contattato anche il responsabile della Puglia, ma nessuno si è degnato di darci una risposta”. Così hanno deciso di rivolgersi a Le Iene per lanciare il loro appello: “Siamo veramente delusi e l’ultima azione che ci toccherà fare è denunciare l’azienda per omissione di pubblico servizio. Abitavamo tra le montagne della Valle d’Aosta e abbiamo sempre ricevuto la posta. Perché qui in campagna non è più un nostro diritto?”. 

dalle vostre segnalazioni
Una nostra segnalatrice ci manda questo video terribile: teste e corpi di cani smembrati e in vendita in un mercatino vietnamita. Nonostante alcuni (pochi) divieti, la mattanza in Asia prosegue, come vi abbiamo raccontato anche nel servizio sul mercato cinese della carne di cane di Yulin di Giulia Innocenzi e Francesca Di Stefano

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