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Processo Uva: “Via gli agenti, poi mi bastano 4 euro di risarcimento”

Lucia chiede un euro per ogni capo d’accusa. A una condizione: che gli 8 agenti e carabinieri che avrebbero causato la morte del fratello Giuseppe lascino il servizio

È soltanto simbolica la richiesta di risarcimento della sorella di Giuseppe Uva che chiede giustizia per la morte del fratello. Lo ha ribadito lei stessa durante il processo d’Appello. Chiede un euro di risarcimento per ciascuna delle quattro imputazioni per i due carabinieri e sei poliziotti accusati di aver provocato la morte del fratello 43enne nel 2008. Quello che le interessa davvero è che lascino tutti la divisaIl pg di Milano Massimo Gaballo ha chiesto la loro condanna a 13 anni perché sarebbe stato lo stress causato dalle “condotte illecite degli imputati” a portare alla morte Uva dopo l’interrogatorio.

Le accuse sono: omicidio preterintenzionale, sequestro di persona, abbandono di incapace, abuso di autorità. Del caso ci eravamo interessati anche noi de Le Iene si erano con Mauro Casciari. 

Era la notte del 14 giugno, quando Uva cercava di spostare dal centro di Varese alcune transenne, assieme all’amico Albero Biggiogero. Dopo essere stati portati in caserma, dove Biggiogero sostiene di aver sentito l’amico gridare mentre veniva interrogato (tanto da chiamare lui stesso il 118), i carabinieri richiederanno per Giuseppe Uva il trattamento sanitario obbligatorio all’ospedale di Circolo di Varese, dove è morto la mattina dopo.

Per la difesa, l’intervento delle forze dell’ordine è strato necessario per evitare che “una bagatella” si trasformasse in un qualcosa di peggiore e che avrebbe dovuto affrontare un processo per resistenza a pubblico ufficiale. “Se fosse vivo oggi mio fratello avrebbe risposto per i fatti di quella notte con una contravvenzione da 150 euro”, replica la sorella Lucia Uva.

Guarda qui sotto il servizio completo di Mauro Casciari sulla vicenda di Giuseppe Uva

L'ultima puntata

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