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Operai sul tetto a Cosenza: "Piove e fa freddo, ma lottiamo" | VIDEO

Continua la protesta di quattro operai da qualche giorno sul tetto di una scuola di Corigliano Calabro-Rossano (Cosenza). Il loro appello a Le Iene

Continua la protesta di quattro operai sul tetto di una scuola di Corigliano Calabro-Rossano a Cosenza. Da due anni chiedono un’occupazione dopo aver perso il loro lavoro come operai del verde pubblico del comune. Ora lanciano un appello a Le Iene come potete vedere nel video qui sopra.

Dal 2002 si sono occupati di manutenzione del verde nel Comune di 40mila abitanti. Un lavoro che dava da mangiare a 12 famiglie. Poi con le ultime amministrative di due anni fa, l’appalto a quella cooperativa non è più stato rinnovato e così si sono ritrovati a casa senza un’occupazione.

In tutto questo tempo hanno lottato ogni giorno per avere un posto di lavoro, ma tutte le promesse ricevute dalle istituzioni non sono state rispettate. L’ultima una decina di giorni fa, dopo un incontro con il Prefetto Paola Galeone. Anche la proposta di poter essere impegnati per un breve periodo nell’azienda della raccolta dei rifiuti è caduta nel vuoto. Così in segno di protesta sono saliti sul tetto della scuola media Carlo Levi di Corigliano Rossano in cui sono state interrotte le lezioni.

Reclamano il proprio diritto al lavoro e la dignità del loro percorso lavorativo”, spiega Fabio Stasi, ex consigliere comunale che in queste ore assiste alla protesta. “Ci appelliamo alle istituzioni affinché possano intervenire”. Ed è lo stesso appello che i quattro operai lanciano dal tetto, nonostante le difficoltà di questi giorni. Questa mattina uno di loro è stato fatto scendere perché in condizioni precarie di salute.

“Da qualche ora piove e le temperature sono scese, ma noi continueremo a protestare”, spiega Ferruccio Cosentino, uno degli ex manutentori del verde. “Per questa notte ci siamo attrezzati con una tenda da campeggio. Chiediamo un’occupazione perché quel lavoro che abbiamo svolto per 14 anni, oggi viene svolto da operai della regione e noi non sappiamo più come andare avanti”. 

   

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