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Quote latte, tutto quello che si sono detti Giuseppe Ambrosio e Marco Mantile | AUDIO

La registrazione integrale tra Giuseppe Ambrosio, ex capo di Gabinetto del Ministero delle politiche agricole e alimentari e Marco Mantile, vice comandante del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari

“Ma lei è convinto che qualcosa di anomalo ci sia?”. “Qualcosa di anomalo c’è”. Per questo “il lavoro non doveva essere fatto”. Così Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto del Ministro delle politiche agricole Galan, che aveva scoperto che i numeri alla base delle quote latte erano errati. Il capo di gabinetto Ambrosio non sa di essere registrato da Mantile, e per questo si lascia andare ad affermazioni clamorose. Che dopo il servizio sulle quote latte di Matteo Viviani, andato in onda il 13 maggio a Le Iene, vi proponiamo qui sopra in versione integrale. Qui puoi trovare la trascrizione della conversazione avvenuta fra i due.

 

Marco Mantile ha portato avanti per quattro mesi un’indagine chiesta da Luca Zaia quando ricopriva il ruolo di Ministro delle politiche agricole. Un’indagine che ha scoperchiato un vaso di Pandora: i numeri alla base delle quote latte introdotte dalla Comunità europea erano falsi.

 

Le quote latte stabilivano un limite alla produzione che ciascun allevatore doveva osservare, che se se veniva superato faceva scattare una sanzione salata. Bisognava quindi stabilire il numero dei bovini da latte presenti in Italia per poter calcolare la produzione di latte e su questo stabilire il tetto massimo. Ma l’ultimo censimento dei bovini era stato fatto nel 1939, così il numero della produzione di latte nel nostro Paese viene fatto in maniera approssimativa. E gran parte degli allevatori si è ritrovata a sforare il tetto massimo.

 

Gli allevatori quando cominciano a chiedere quale sia la reale produzione di latte, scoprono che risultano più stalle di quante ce ne siano in realtà. Questo perché l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, basa i suoi dati su delle autocertificazioni, e non su un censimento tecnico. Per far quadrare i conti, Agea avrebbe modificato i dati dell’algoritmo del tetto massimo di 120 mesi di vita delle vacche, che equivalgono a dieci anni. E lo porta a 999 mesi, cioè 83 anni. Un tempo di vita impossibile per una vacca, ma utile per far sballare il numero reale di vacche presenti.

 

Marco Mantile consegna la sua indagine alle procure interessate, ma alcune archiviano subito. Tuttavia anche la Guardia di finanza e i Carabinieri giungono alla stessa conclusione di Mantile. Che viene contattato da Giuseppe Ambrosio, il capo di gabinetto dell’allora ministro delle Politiche agricole Galan. E Marco Mantile si presenta con il registratore. Il capo di gabinetto, che specifica che “parla a nome del ministro”, esordisce così: “Le quote latte hanno assunto un significato politico”. L’indagine portata avanti da Mantile “politicamente non la possiamo sostenere, perché verremmo meno a un impegno politico che abbiamo preso con la Commissione europea. Se diciamo che abbiamo verificato e i dati sono sbagliati cade tutto il castello dei cinque anni di anticipo delle quote che abbiamo avuto. C’è stato un errore a monte, perché dovevate rifiutarvi di fare la indagine”.

 

La conversazione continua per circa mezz’ora nella quale il capo di gabinetto ribadisce l’eccessivo zelo del vice comandante nel portare a termine l’indagine e che si “doveva rifiutare di fare la Relazione di approfondimento, perché se anche il Ministro ti dice approfondiscimi ‘sto punto, devi dire no, hai capito?” L’unica colpa di Mantile è quella di aver portato alla luce gli enormi errori, coperti anche da alcuni politici,  che hanno distrutto un intero indotto. Trovandosi a dover giustificare la bontà del lavoro perché accusato di cose che non ha compiuto.

 

Infatti i “numeri che sono stati elaborati” contengono “degli errori macroscopici”. Errori che porterebbero alla “restituzione di 5 anni di quote incassate” e pagate dagli allevatori anche a costo della vita.

 

Mantile capisce che “qualcosa di grosso era stato toccato”. Viene richiesto per lui il distacco in un’altra amministrazione, e accetta: “Ho ritenuto opportuno cambiare aria”. Di quanto ha denunciato Mantile, comunque, non se ne è fatto nulla. Luigi Gaetti, ex senatore dei Cinque stelle, da parlamentare ha avviato un’indagine e ha scoperto che “delle 33.400 stalle, più di 1300 risultano chiuse, altre non hanno dentro le vacche, altre ancora hanno falsificato il numero dei parti degli animali”.

 

Durante una discussione in Parlamento nel 2015 ha posto queste domande al ministro per le Politiche agricole Martina, oggi anche segretario reggente del Partito democratico, che Matteo Viviani risponde così: “se ci sono rilievi di questo tipo meglio andare dalla magistratura e non al ministero”. Mentre sulle scoperte fatte da Marco Mantile dice: “la magistratura ha detto che quello che sosteneva questo signore era falso”.

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