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Riace, il paese che accoglie migranti è in bancarotta

Anche Le Iene si erano interessate del “modello Riace” con un servizio di Nina Palmieri

Riace, il paese dei bronzi e dell’accoglienza dei migranti, ha dichiarato lo stato di dissesto finanziarioIl progetto sull’inclusione del sindaco Domenico Lucano era stato lodato anche da Papa Francesco, ma ora sta rischiando di mettere in ginocchio il piccolo comune della Calabria.

Anche Le Iene si erano interessate di quello che è stato ribattezzato come “modello Riace”Nel 2014 la nostra Nina Palmieri aveva raccontato questo processo di integrazione. “Abbiamo avuto l’intuizione di concedere le case abbandonate dai riacesi ai migranti che cercano protezione nel nostro paese”, ci aveva spiegato il sindaco Lucano. “Siamo riusciti ad affittare fino a cento appartamenti”.

Sfoglia la gallery qui sotto per le foto del servizio. 

"Quando un paese rinasce grazie agli immigrati": le foto

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Nel 2014, Riace contava 1800 abitanti, 350 dei quali erano cittadini stranieri. Con questi numeri il progetto ha iniziato ad avere risvolti economici importanti anche per il bilancio del Comune. “Il Ministero ci dà circa 32 euro al giorno per ogni ospite in accoglienza, con questi noi dobbiamo provvedere a tutto: ai costi delle abitazioni, alle utenze domestiche, ai progetti”, raccontava il sindaco a Le Iene. Così nel bilancio comunale era prevista un’entrata fissa annua stimabile attorno ai 2 milioni di euro. 

Tutto questo fino a che la Prefettura non ha iniziato a chiudere i rubinetti: “Dal maggio 2016 non riceviamo un euro dalla Prefettura. Abbiamo un sistema che funziona, ma iniziamo a pensare che dia fastidio. Da troppi anni siamo abbandonati”. C’era stata anche una spinta all’economia locale con 50 persone stipendiate come le maestre che fanno i corsi di italiano per gli immigrati adulti. Oggi anche il loro futuro è appeso a un filo.

Per favorire autonomia e integrazione dei migranti, a Riace assieme all’euro circola una moneta esclusiva del posto, utilizzata ogni giorno dai migranti nei soli negozi riacesi per l’acquisto di cibo, vestiti e ricariche telefoniche. “Il ministero ci accredita queste risorse con molto ritardo, ci siamo inventati un’idea di moneta locale spendibile solo a Riace con riscontro positivo dell’economia locale”, spiegava il sindaco.

Il progetto è diventato un modello finché il sindaco non è finito indagato. A lui vengono contestati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, concussione e abuso d’ufficio. In particolare, sotto la lente degli inquirenti era finito il rapporto tra il Comune e le sei cooperative che gestiscono, senza aver vinto una gara pubblica ma solo attraverso delle convenzioni, i quasi due milioni di euro all’anno che finiscono a Riace per l’accoglienza.

“So quello che ho fatto e di certo non mi sono arricchito, qui si sta giocando con la vita di molte persone”, sostiene il sindaco. A Riace intanto è stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario.

Guarda qui sotto il servizio completo di Nina Palmieri

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