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"Distribuirò la cannabis del mio terrazzo: arrestatemi" | VIDEO

La radicale Rita Bernardini distribuirà gratuitamente la cannabis coltivata sul suo terrazzo, in favore della legalizzazione. E dei malati.

Rita Bernardini mostra a Le Iene il suo terrazzo pieno di piante di cannabis. Ha fatto la semina il 29 aprile di quest'anno, piantando cannabis di diversi tipi. E cioè sia quella terapeutica, a basso contenuto di thc, ma anche quella ludica, con un contenuto di thc elevatissimo. E quindi illegale. "La procura dovrebbe procedere nei miei confronti come si fa con chiunque altro faccia l’autocoltivazione: e cioè dovrebbe arrestarmi"

 

Ma la coordinatrice della presidenza del partito radicale è ancora a piede libero. Il procuratore capo Pignatone, a fronte della sua richiesta pubblica di essere arrestata, ha deciso di archiviare il caso. Rita Bernardini, già parlamentare, ritiene che ciò sia avvenuto per non creare un caso politico. La radicale, storica seguace di Pannella, ci riprova, e il sette settembre sarà a Foggia, a un convegno intitolato “Costretti a disobbedire”, dove distribuirà la cannabis coltivata sul suo terrazzo. E chiederà nuovamente di essere arrestata. "Chissà, forse a Foggia troverò un altro procuratore", dice la Bernardini, "che, al contrario di Pignatone, mi tratti come tutti quelli che coltivano le piante per curarsi o per uso ludico, perché non vogliono accedere al mercato criminale gestito dalle mafie". E cioè che proceda con l'arresto. 

 

La battaglia di Rita Bernardini è all'insegna dell'antiproibizionismo e in favore della legalizzazione. Ma è anche un aiuto concreto ai malati: "In Italia c’è una legge approvata nel 2007 sulla marijuana terapeutica che ancora oggi non riesce a entrare in funzione. Per i malati continua a essere un’odissea accedere alla cannabis come medicina".

 

Secondo l'Agenzia europea per le droghe l'Italia è il terzo paese per consumo di cannabis in Europa, dopo Francia e Danimarca. Un italiano su tre ne avrebbe fatto uso. "Il proibizionismo condanna alla galera tantissime persone", continua la radicale, "e rimpingua le casse della mafia. Lo scorso anno il Parlamento ha discusso una proposta di legalizzazione, ma poi non hanno avuto il coraggio di approvarla. Noi vorremmo che almeno si aprisse un dibattito. Perché i malati non devono essere privati della loro medicina". Chissà se questa nuova iniziativa di disobbedienza civile di Rita Bernardini riuscirà a scaturire qualche risultato. Il suo eventuale arresto sicuramente aiuterebbe ad accendere i riflettori sulla cannabis. Per il procuratore che volesse intervenire (e per chi volesse ricevere gratuitamente la cannabis) l'appuntamento è per il 7 settembre alle 19 in via delle Orchidee Salice a Foggia.

 

Con la collaborazione di Mattia Moro.

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