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Buche a Roma: arrivano i soldi ma non i soldati

La manovra finanziaria stanzia 240 milioni di euro per le buche nelle grandi città italiane. Con la speranza che, soprattutto a Roma, non si debba più morire per una buca, come la 26enne Elena Aubry

Soldati per le strade di Roma? È durata poche ore l'idea, cara alla sindaca Raggi, di poter schierare il Genio militare per far fronte ad una emergenza che i romani sentono ancor più forte del terrorismo: le buche.

A pochi giorni dal Natale, con la Capitale ancora più invasa di turisti e di romani in vena di shopping, la sindaca Virginia Raggi aveva infatti ottenuto dal Governo il regalo di poter schierare per le proprie strade il Genio militare, con grande dispiego di rulli compressori e pale. Un emendamento, quello dello schieramento dell'esercito, caldeggiato dai Cinque Stelle ma bocciato dalla maggioranza in commissione bilancio.  

Arriveranno i soldi dunque, ma per non rischiare di cadere più per intero in una delle centinaia di buche che costellano le strade della capitale, i romani dovranno aspettare ancora un po'.

L’importo complessivo dei lavori, circa 240 milioni di euro a livello nazionale, dovrebbe essere stanziato grazie a un emendamento alla manovra finanziaria appena approvato in Senato. Roma parte, per il 2019, con 5 milioni di euro per acquistare ruspe e macchine asfaltatrici, a cui seguiranno a breve altre tranche di stanziamento.

Una vittoria per la sindaca Virginia Raggi, che inizialmente aveva chiesto 180 milioni di euro in 3 anni (ma che ha poi dovuto ripiegare su una cifra da spalmarsi nel corso di 5 anni). Un  “piano Marshall” delle buche che coinvolgerà anche le strade di altre grandi città italiane.

Ma è Roma la città nella quale le buche rappresentano, oltre che un evidente danno di immagine, anche un pericolo concreto per la sicurezza. A parlare sono i dati del Codacons, che ha censito quasi 60mila buche in tutta la capitale, per un aumento dei decessi per incidenti stradali del +18,5% rispetto al 2017.

Dalle primissime informazioni sul piano di “rattoppo” della Città Eterna pare che saranno le vie Cassia e Casilina le prime a usufruire di questi lavori.

Ma Roma, sul fronte buche, è davvero un’unica trincea di guerra: dalla Ostiense alla Cristoforo Colombo, passando per l’Ardeatina e viale Trastevere, non c’è grande arteria di comunicazione che non abbia bisogno di lavori urgenti.

L’Ostiense, in particolare, è la strada maledetta dove ha trovato la morte Elena Aubry, la 26enne motociclista romana morta il 6 maggio di quest’anno dopo aver perso il controllo del mezzo (proprio per evitare, a quanto sembra, buche e radici degli alberi lungo la carreggiata).

Le Iene avevano incontrato la mamma di Elena, che conduce ora una battaglia per arrivare a una verità certa sulla morte di sua figlia e, naturalmente, ai nomi dei responsabili.  

E dopo l’intervista drammatica e piena di amore con la madre di Elena, Cristiano Pasca era andato a trovare proprio la sindaca Raggi, per chiederle conto di un bando per la riparazione delle buche fermo da oltre un anno.

“Non è facile trovare dirigenti che riescano ad attuarlo”, aveva detto la Raggi ribadendo che si trattava appunto di un problema di fondi. “Io non stampo moneta”, era stata la risposta lapidaria della sindaca, a cui però Cristiano Pasca aveva ricordato come (nel solo 2017), il comune di Roma avesse incassato ben 178  milioni di euro con le sole contravvenzioni!

E alla fine, vista l’insistenza della Iena, la sindaca Virginia Raggi aveva promesso che ad inizio 2019 sarebbero partiti i lavori. Questo stanziamento di fondi, adesso, toglie al Campidoglio ogni altro possibile alibi.

GUARDA QUI SOTTO L’INTERVISTA DI CRISTIANO PASCA ALLA MAMMA DI ELENA AUBRY E LA RISPOSTA DI VIRGINIA RAGGI

dopo il nostro servizio
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto ammissibile il ricorso della famiglia di Riccardo Magherini, morto nel 2014 per infarto dopo un fermo dei carabinieri. Noi de Le Iene abbiamo sostenuto assieme ai familiari la raccolta fondi per il ricorso a Strasburgo dopo che la Cassazione ha assolto i tre militari che lo avrebbero picchiato

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