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Salvatore: “La mia vita è appesa a un filo: chi può operarmi?” | VIDEO

Dopo un banale infortunio a calcio, Salvatore Pezzano ha la clavicola a 7 millimetri dall’aorta e non è considerato operabile: da quel giorno vive come sotto una campana di vetro, qualsiasi urto potrebbe ucciderlo. Si è rivolto a Le Iene per raccontare la sua storia e lanciare un appello

“Sto vivendo il periodo più brutto della mia vita, ho paura di morire da un momento all’altro”. È questa l’estate di Salvatore Pezzano. Un’estate che sarebbe dovuta essere all’insegna dell’allegria, come quella di un qualsiasi 19enne dopo la maturità. Per il ragazzo invece ogni ora è una lotta contro la morte, tanto è delicata la sua situazione, tanto lui è determinato a risolverla. Perché vuole tornare a riprendersela la vita e pure la sua più grande passione, quella per il calcio. 

Tutto è sospeso a un filo dopo un infortunio. È il 2 maggio, Salvatore è in campo a Milano per una partita, una come tante con la sua squadra in un oratorio poco distante dalla sua casa. Non sa che entro poco inizierà per lui una sfida ancora più grande, una partita per la vita. La tensione, forse qualche screzio, la voglia di vincere. Salvatore va giù in campo.

Cade sbattendo violentemente la spalla sul terreno di gioco. Sembra una caduta come altre, gli procura invece una lesione interna. Già dal pronto soccorso partono gli accertamenti: tac, esami, radiografie. La diagnosi non lascia scampo: lussazione sterno claveare in una  posizione molto particolare, un trauma molto raro

“Dopo quella caduta la clavicola non è più nella sua posizione originaria. Adesso è a pochissimi millimetri dall’arco aortico”, spiega. “Io rischio di rimanerci secco in queste condizioni”. A condividere il dramma, ci sono gli amici e soprattutto i genitori, mamma Giusy e papà Carmelo, che hanno desiderato per anni quell’unico figlio. 

I medici mi hanno detto che sarei rimasto invalido, basta un piccolo scontro che io rimango secco”, racconta Salvatore. “Passo queste giornate a letto o in casa. Perché qualsiasi azione mi espone a un rischio troppo alto”.

Basta una spinta o semplicemente una caduta per spostare la clavicola ancora più vicino a una zona vitale, da cui è separata da appena sette millimetri. Per un ragazzo di 19 anni significa rinunciare a qualsiasi divertimento. “Non posso uscire neppure con il mio cane o frequentare luoghi affollati. Ho più paura di morire durante un incidente nella vita di tutti i giorni che per un intervento”. 

Perché l’unica soluzione, secondo Salvatore e i suoi genitori, è quella di un’operazione, ma i medici considerano i rischi troppo alti per un 19enne, pur rimanendo disponibili per ulteriori valutazioni. Il viavai con gli ospedali è continuo. Obiettivo: trovare qualcuno disposto a operarlo e a strapparlo da una vita sotto una campana di vetro. 

Non si vede una soluzione, casi del genere sono stati visti pochissime volte. In Italia, se dovessi essere operato, farei da cavia. E questo non lo voglio”, si sfoga Salvatore, che è stato costretto a cambiare completamente vita.

Affronta lo stesso la maturità superandola brillantemente. La depressione è un rischio sempre vicino: “Ho eliminato la palestra e il calcio, la mia più grande passione. Ho già perso undici chili in questo stato. Devo stare attento a qualsiasi movimento per prevenire traumi, ma anche perché i dolori arrivano all’improvviso”.

Anche durante la nostra intervista ne accusa uno: “Sento i muscoli dietro la schiena tirare e un forte dolore alla spalla. I medici non mi consigliano nulla. Non si vedono soluzioni perché casi del genere sono stati visti pochissime volte. Ma sono determinato a trovare una soluzione”.

Ed ecco che ci contatta per lanciare il suo appello: “Chiedo a tutti i medici italiani e stranieri, in particolare a chirurghi toracici, cardiovascolari e ortopedici di contattarmi attraverso Le Iene”, dice, alla ricerca di qualcuno che lo possa operare. “Nella speranza appunto che possa vincere la partita più dura della mia vita”. 

Chi può aiutare Salvatore, può scrivere a redazioneiene@mediaset.it.

 

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