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News | di Matteo Gamba |

Senza casa a 20 anni dal terremoto: la madre è morta senza rivederla, il figlio dorme per protesta in macchina | VIDEO

Fifina, come ha raccontato il nostro Giulio Golia, è morta nel 2017 senza riuscire a rientrare nella sua abitazione, 19 anni dopo il terremoto che ha colpito Trecchina, in Basilicata. Un anno dopo non è cambiato nulla: il figlio Carmine dorme in auto per protesta sotto la casa e ci manda questo appello. Ecco tutta la storia

Una casa gravemente danneggiata ma rimasta in piedi dopo un terremoto 20 anni fa, nessuno della famiglia che è potuto rientrarci a vivere perché non è ancora abitabile. La donna che ci abitava scomparsa l’anno scorso a 93 anni con l’unico desiderio, mai realizzato, di “rivedere dove è stata sposa e madre e poi morire”. Suo figlio che da settimane dorme in auto sotto l’abitazione per protesta e che, nel video qui sopra, ci manda il suo appello.

Sono gli elementi di una storia assurda, triste e tragica che arriva da Trecchina, in Basilicata. Ve l’abbiamo raccontata con Giulio Golia, ora si aggiunge di un nuovo capitolo.

Il 9 settembre 1998 una forte scossa di terremoto sconvolge il sud della Basilicata e il nord della Calabria. A Trecchina, vicino Lagonegro, Serafina Ferraro (per tutti “Zia Fifina”) viene portata dai Vigili del Fuoco fuori dalla sua casa, pericolante. Non potrà rientrarci mai più.

I lavori di ricostruzione iniziano solo nel 2005. Nonostante il ritardo, si bloccano già due anni dopo. Si andrà avanti così tra sospensioni e rimpalli di responsabilità. Zia Fifina, novantenne su una sedia a rotelle, per 40 anni maestra e figura storica del paese, non si arrende e lotta: prima di morire vuole rivedere la sua casa. Nel luglio 2015 le viene promesso di poter rientrare.

All’ennesima promessa mancata, Zia Fifina contatta Le Iene e parte per Trecchina con il nostro Giulia Golia e suo figlio Carmine Marotta (intanto la donna è andata a vivere da lui a Prato). Nel commovente servizio dell’ottobre 2015, che vi riproponiamo in fondo all’articolo, raccontiamo il viaggio di 750 km verso il suo paese, tra ricordi, lacrime e un filo di speranza.

La donna però potrà vedere solo la sua casa da fuori. Nessuno la farà entrare nonostante l’impegno di Giulio Golia per cercare di risolvere tutti gli incredibili inghippi burocratici.

Guardate qui sotto le foto del servizio.

Zia Fifina, morta senza la sua casa 19 anni dopo il terremoto

 
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Nel 2016 Fifina scrive anche un libro, “Diciotto”, come gli anni in cui è rimasta al tempo senza casa. A inizio 2017 muore, senza aver potuto realizzare il suo sogno, un diritto che le è stato negato per 19 anni, fino alla fine.

Per un paradosso assurdo, e magari anche per la pressione partita dal servizio delle Iene che ha trasformato la vicenda in un caso nazionale, dopo il decesso, in estate, la casa viene dichiarata agibile con regolare certificato di fine lavori.

Peccato che non sia realmente abitabile: appena piove, si allaga per infiltrazioni nel soffitto e nei muri, come potete vedere qui sotto dal video che ci ha inviato Carmine.


Il figlio di Fifina l’ha dovuta subito lasciare e dorme da settimane per protesta sotto l’abitazione in cui è nato e cresciuto, dentro al furgone-auto che un tempo era di sua madre e con cui è sceso a Trecchina con la mamma Fifina e Giulio Golia nel servizio del 2015. Vuole che gli venga consegnata la casa abitabile, in nome anche della lunga lotta della mamma morta un anno fa. Sono 14 mesi che sta aspettando nuovi interventi, ormai a 20 anni dal terremoto.

“Faccio appello alla direzione dei lavori, alla ditta che li ha effettuati, all’amministrazione condominiale e al collaudatore”, dice Carmine. Fa il suo appello “assieme a Birillo”, l’adorato cagnolino di Fifina, oggi cieco, che dorme in macchina con lui. Nel ricordo e nel nome di Zia Fifina, sperando che “da lassù mamma potrà dare una mano perché presto possa lasciare questa macchina e tornare a casa mia”.

Come sempre, naturalmente, vi terremo aggiornati. Sperando che questa storia assurda durata vent’anni abbia una fine e sottoscrivendo l’appello di Carmine e Birillo, come abbiamo già fatto con quello di Zia Fifina.

Guardate qui sotto il servizio di Giulio Golia con Zia Fifina.

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