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Sergio Costa, neo ministro all'Ambiente: la Terra dei fuochi sarà la sua priorità?

Luigi di Maio ha voluto nel nuovo governo il generale Sergio Costa, per anni impegnato nella Terra dei fuochi

Sergio Costa è stato nominato ministro dell’Ambiente del nuovo governo giallo-verde M5S-Lega a guida del professor Conte. Il generale comandante dei Carabinieri forestali della regione Campania è stato fortemente voluto da Luigi Di Maio, e il suo nome è legato all’inchiesta sulla Terra dei fuochi, di cui noi de Le Iene ci siamo occupati ampiamente grazie al lavoro di Nadia Toffa.

Il capo politico del M5S Di Maio aveva già inserito Sergio Costa nella squadra dell’ipotetico governo a Cinque stelle, presentato dopo le elezioni del 4 marzo. E aveva introdotto il suo nome così: "Ha scoperto la più grande discarica di rifiuti pericolosi d'Europa seppellita nel territorio di Caserta e ha anche scoperto la discarica dei rifiuti nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio". Quando l’ex ministra Madia presentò la riforma della pubblica amministrazione, in cui i forestali vennero accorpati ai carabinieri, il generale Costa fu molto critico, difendendo la specialità del suo corpo di appartenenza, dedito alla tutela dell’ambiente. E proprio riferito alla Terra dei fuochi disse: "Il giorno dell'annuncio [dell’accorpamento, ndr.] personaggi vicini alle ecomafie operanti tra Napoli e Caserta hanno acquistato dolci e spumante per festeggiare la notizia. È un segnale, no?".

La Terra dei fuochi è il territorio compreso fra Caserta e Napoli, ed è chiamato anche Triangolo della morte, perché lì le persone muoiono di tumore tre volte di più che nel resto d’Italia. Per anni la camorra ha smaltito ogni genere di rifiuti speciali in discariche abusive o bruciati in roghi tossici, avvelenando così terra e aria. Avevamo intervistato anche Roberto Mancini, il poliziotto che per anni aveva indagato sugli sversamenti illegali di rifiuti proprio in  quelle zone. Nel 2002 gli venne diagnosticato il tumore, e nel 2014 non ce l’ha fatta.

Carmine Schiavone, boss dei casalesi poi pentito, a Nadia Toffa disse: “Quel materiale arrivava dalle centrali tedesche, austriache, svizzere. Arrivavano fanghi tossici, coloranti, amianto, piombo, cadmio, e persino scorie nucleari”. I campi dove erano stati interrati i rifiuti erano stati poi interdetti per la coltivazione. Eppure abbiamo filmato che proprio lì crescono pomodori, friarielli, pesche, venduti anche a una famosa ditta di surgelati e a multinazionali straniere. Le quantità di metalli pesanti che abbiamo trovato con le analisi, fra cui mercurio, arsenico, piombo, erano di tanto superiori a quelle ammesse per legge, e se consumate per un periodo molto lungo possono determinare gravi patologie. Fra cui i tumori.

La Terra dei fuochi e la sua bonifica, richiesta con forza dai cittadini, sarà una delle priorità del neo ministro dell’Ambiente Costa?

Guarda qui in basso il servizio "La terra dei fuochi" di Nadia Toffa.

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