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Bambini portati via dalle madri in Russia, dalla piccola Margherita al nostro Christian

La legge italiana ha dato a Marcello l’affido esclusivo della figlia Margherita. La bambina è stata però portata dalla madre in Russia: la battaglia giudiziaria ora si sposta là. Una storia simile a quella di Christian, che noi de Le Iene abbiamo provato a incontrare in Russia per riportarlo dai suoi nonni (i legittimi affidatari)

“Si può impedire a un padre di vedere la propria figlia, di parlarle?”. È questa la domanda che Marcello Ienna, intervistato da Il Giorno, si fa ormai da anni. Perché il caso, nonostante il 19 giugno scorso il Tribunale civile di Como abbia disposto l’affido esclusivo della piccola Margherita al padre, non si è concluso per niente con questa sentenza.

“Ho guidato l’intera notte per salutare la bambina prima della partenza. Da allora non l’ho più vista”. Era il 12 agosto 2016 e la figlia di Marcello, Margherita, che all’epoca aveva 3 anni, parte con la madre, Gulnara, per un viaggio in Russia, a un migliaio di chilometri da Mosca, dove vivono i nonni materni. Il padre, 48 anni, non ha più potuto riabbracciare la piccola.

Dopo il decreto che ha affidato la bambina al padre, la battaglia giudiziaria si è ora spostata in Russia. I giudici possono decidere se accogliere o meno il decreto del tribunale italiano, dal momento che in Russia non esiste l’affidamento. Intanto, l’Interpol ha rintracciato Margherita e sua madre.

Una storia simile a quella che vi abbiamo raccontato nel servizio di Luigi Pelazza del 17 dicembre 2017. Stavolta ad essere portato in Russia dalla madre è un bambino di nome Christian. Lei, Elena, è una ex ballerina russa di lap dance, mentre il padre, Marco, un pugile disoccupato. A causa della vita "dissoluta" dei due (cocaina compresa), il Tribunale  dei Minori affida il piccolo ai nonni paterni, Ornella e Luciano.

È il 19 agosto 2017 e Elena decide di portare fuori suo figlio. “Era un sabato normale, come tutti gli altri. Elena dice di voler portare Christian al cinema e al McDonald’s”, racconta la nonna alla nostra Iena. Ornella si sente tranquilla perché ogni incontro tra il piccolo e la madre deve avvenire alla presenza di una educatrice, che anche quel giorno esce con loro per controllare la situazione.

Ma qualcosa va storto. Una volta dentro il McDonald’s, Elena accompagna Christian in bagno e i due spariscono misteriosamente mentre l’educatrice li sta aspettando nell’altra stanza. “Dopo dieci minuti che non tornavano mi sono allarmata, c’era molta gente quel giorno nel fast-food”, spiega l’educatrice.

I nonni e il padre si mettono a cercare il piccolo, ma di lui non c’è traccia. Intanto, il ministero della Giustizia italiano emette e trasmette all’Autorità Giudiziaria russa un’istanza di rimpatrio per il Christian. Anche noi de Le Iene ci mettiamo alla ricerca di Elena e suo figlio.

Scopriamo che il 19 agosto 2017 Elena ha preso un volo da Nizza diretto a Mosca e, grazie all’aiuto di un aggancio russo in Italia, la nostra Iena scopre che i due vivono con l’altra figlia di lei, avuta da un altro uomo, e con i nonni materni a Čeljabinsk (nella foto in alto la madre Elena e Christian che abbiamo rintracciato in Russia).

Con Ornella, Luigi Pelazza parte per andare a vedere come sta il piccolo, ma quando arrivano a casa della donna, né lei, né la nonna materna vogliono saperne di farli incontrare con Christian e chiamano la polizia. “Se non vi sta bene che non vi facciano vedere il bambino dovete andare in tribunale”, ci dicono i poliziotti. Così, la nostra Iena e la nonna sono costretti ad andarsene, senza riuscire ad avere un incontro con il piccolo.

Appena arrivati in Italia avvertiamo l’Autorità Centrale del dipartimento della giustizia minorile, comunicando loro l’esatto indirizzo dove si trova il piccolo, nella speranza che la polizia russa intervenga per riportarlo a casa, in Italia.

Guarda qui sotto il servizio di Luigi Pelazza. 

 

L'ultima puntata

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