>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News | di NINA |

Strangolò la fidanzata Nadia: resta a casa, ai domiciliari

Francesco Mazzega aveva vagato in auto con il corpo per una notte prima di consegnarsi alla Polizia il 1° agosto

Ha ucciso la fidanzata, vagando con il suo cadavere in auto tutta la notte fino a consegnarsi alla polizia il primo di agosto. Ma non è in carcere. La Cassazione ha ribadito infatti ieri che Francesco Mazzega, 37 anni, può stare a casa dai genitori a Muzzana del Turgnano, agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

La procura aveva fatto ricorso e chiedeva la custodia cautelare in carcere. Niente da fare. Mazzega aveva strangolato la fidanzata e collega Nadia Orlando, 21 anni (nella foto sopra), dopo un litigio. Poi aveva vagato per 11 ore in auto con il corpo di lei sul sedile a fianco. La mattina del 1° agosto si era consegnato alla polizia stradale. “Temo di aver commesso un omicidio”, aveva detto. L'uomo, durante la predente permanenza in carcere, era stato spostato da quello di Udine a quello di Pordenone per le proteste dei detenuti.

Proprio ieri vi abbiamo anticipato un servizio della nostra Iena Nina Palmieri che potrete vedere da quando torneremo in onda domenica 11 febbraio e che parlerà di femminicidio. Antonio, 24 anni, racconta per prima volta di quando, nel 2010, la madre Anna Rosa venne accoltellata e uccisa sotto i suoi occhi, da un suo ex, Paolo Chieco, che non accettava la fine della loro storia.

Chieco l'aveva già accoltellata, senza riuscire ancora a ucciderla, nel 2006. Dopo 4 mesi gli erano stati concessi gli arresti domiciliari a 300 metri dalla casa della donna ed era tornato a perseguitarla, fino a ucciderla.

- LEGGI QUI TUTTA LA STORIA DI ANNA ROSA E ANTONIO.

anticipazione
Nuovi sviluppi in esclusiva con Alessandro Politi sul procedimento per l’esecuzione della sentenza italiana per il rogo alla Thyssenkrupp di Torino del 2007 in cui morirono 7 operai, che riguarda due manager tedeschi, condannati nel nostro Paese e ancora liberi in Germania. Noi de Le Iene abbiamo incontrato Johannes Hidding, giudice del tribunale di Essen, informato del caso: “Una mozione presentata dalla difesa dei due condannati ha richiesto l’archiviazione”. Non perdetevi il servizio nella puntata di martedì 19 febbraio de Le Iene, dalle 21.20 su Italia1

L'ultima puntata

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.