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Ucciso da un coetaneo a 15 anni: acquisite le testimonianze raccolte da Le Iene | VIDEO

A 15 mesi dalla morte di Francesco Lamberto a Mileto in Calabria restano troppe domande aperte, come vi abbiamo raccontato nel servizio di Gaetano Pecoraro. I carabinieri si sono presentati nella redazione romano de Le Iene per avere le testimonianze esclusive che potrebbero riaprire le indagini

I carabinieri acquisiscono i materiali de Le Iene sul caso di Francesco Prestia Lamberti, ucciso 15 anni in un omicidio ancora avvolto nel mistero come vi abbiamo raccontato due settimane fa.

Questa mattina i militari si sono presentati nella nostra redazione di Roma per visionare i video con le testimonianze e la ricostruzione del nostro Gaetano Pecoraro.

Ecco la foto dei carabinieri nella redazione de Le Iene di Roma

 

Ci potrebbero essere i presupposti per la riapertura dell’inchiesta sulla morte del 15enne. A ucciderlo sono stati due colpi sparati da un suo coetaneo, Alex. “Appartenente alla cosca Pititto”, come ha voluto sottolineare mamma Marzia nel nostro servizio. Poco dopo l’omicidio è il ragazzo a confessare spontaneamente. Ma dopo 15 mesi ci sono ancora troppe ombre.

È il 29 maggio 2017, siamo a Milito (Vibo Valentia), Francesco esce da casa. Dice che sarebbe andato a mangiare da amici. Le ore passano, ma non rientra. Sale la preoccupazione tra i suoi familiari che iniziano a cercarlo. Arrivano a casa i carabinieri che a mamma Marzia dicono subito: “Suo figlio è all’obitorio”. In quei momenti, in caserma si presenta Alex Pititto, un coetaneo di Francesco, che ne confessa l’omicidio.

“Parliamo di una famiglia di cinque persone, tutte in carcere”, spiega mamma Marzia. “Lui spacciava fin da piccolo. Come idolo aveva il film Gomorra, è cresciuto a latte e mafia”.

Gaetano Pecoraro ha voluto ricostruire i legami tra Alex e Francesco ascoltando proprio gli amici di quella compagnia di 15enni.

“Fino a quando almeno non sono tutti quanti arrestati, non me la sento di parlare”, ci dice un ragazzo di Mileto. “Lui ha sempre avuto questa mentalità un po’mafiosa”, aggiunge un altro. “Chi era accanto ad Alex girava con la testa alta tipo che erano i boss”, continua un altro. Il dettaglio ci viene confermato da un altro testimone: “Un giorno ci ha fatto inginocchiare, puntandoci contro una pistola, poi ci ha picchiati con un tubo di ferro”. Se la cava con nove punti di sutura, siamo a 20 giorni prima dell’omicidio di Francesco.

La stessa compagnia di ragazzi frequentava un terreno a Vintacitu, che raggiungevano con una macchina. E’ la stessa zona dove è stato ritrovato il cadavere del 15enne. Come faceva Alex ad andare in quella zona se non aveva la patente? Solitamente a guidare l’auto era un altro amico, che noi chiameremo Paolo. Proprio Paolo è stato sentito dagli inquirenti e ha smontato la confessione di Alex che ha detto di aver fatto tutto da solo.

Con lui abbiamo provato a ricostruire quanto accaduto (come potete vedere anche nel video qui sopra). Quella sera lui e Alex passano a prendere in auto Francesco vicino a casa sua. “Lui mi ha detto di portarli a Vintacitu. Una volta arrivati Alex mi ha detto ‘gira la macchina e aspetta che noi arriviamo subito’”. I due si incamminano lungo un sentiero in piena campagna. “Qui ci sono restati per circa 8 minuti, poi Alex è arrivato correndo con la pistola in mano”.

A questo punto il ragazzo chiede spiegazioni su dove fosse Francesco. “Mi ha detto di averlo ammazzato perché quello che mi ha fatto non lo doveva fare”. A quel punto, gli chiede di riportarlo a Mileto. Una volta arrivati in paese “mi ha messo la pistola di fianco dicendomi di non parlare con nessuno altrimenti l’avrei pagata anch’io”.  

Dopo questa testimonianza, si rimane spiazzati dalla superficialità e dall’incoscienza con cui questi 15enni hanno affrontato la situazione. “Io dopo 15 mesi non so ancora come è morto mio figlio, chi c’era, chi è stato”: le domande di mamma Cinzia sono le stesse che ci facciamo anche noi.

Dopo il blitz dei carabinieri nella nostra redazione forse una risposta potrebbero essere più vicina.

Guarda qui sotto il servizio completo di Gaetano Pecoraro

Dopo il servizio sul reparto macelleria, Giulio Golia racconta che il cibo scaduto viene riconfezionato con una nuova data di scadenza in tutti i reparti di molti supermercati: frutta e verdura, pescheria, pasticceria, gastronomia... I prodotti vengono riusati in ogni modo, alla faccia della salute di chi compra

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