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Un italiano all'estero: "Mi hanno tolto il diritto di votare"

Abbiamo ricevuto molte segnalazioni, e abbiamo voluto vederci chiaro. Guardate cos'è successo a Canton, in Cina

Belgio, Monaco, Ucraina, Stati Uniti, sono solo alcuni dei pPaesi da cui, in tanti, ci avete scritto a redazioneiene@mediaset.it. L'oggetto era sempre più o meno lo stesso: “Non possiamo votare perché non ci è arrivata la scheda elettorale”. Dei tanti consolati italiani sparsi per il mondo, abbiamo deciso di contattare quello di Canton, in Cina, per approfondire la vicenda di un cittadino italiano che ci ha segnalato il disservizio.

 

Votare è un diritto, ma per esercitarlo occorrono determinate condizioni. E per gli italiani all'estero la condizione è che la scheda elettorale arrivi a casa, per essere poi inviata nuovamente al consolato. Ma tra schede elettorali che non arrivano a destinazione e consolati che non rispondono alle email, votare all'estero può diventare un'odissea. Ed è quello che è successo al nostro segnalatore, che nonostante una serie di solleciti, email e telefonate, quest'anno non potrà votare. Come ci ha scritto lui nella prima email con cui ci ha contattati, in cui denunciava che gli hanno "tolto il DIRITTO DI VOTARE". Ma capiamo quello che è successo.

La prima segnalazione del nostro cittadino è del 17 febbraio, in cui informa il Consolato italiano di Canton che non ha ancora ricevuto la scheda elettorale. Così, con un buon anticipo, si preoccupa di avvertire il Consolato, che però non risponde. Pochi giorni dopo torna all'attacco. E questa volta il Consolato risponde che i plichi sono stati spediti il 14 febbraio, ma siccome oltre 300 plichi “risultano ancora da consegnare”, il nostro concittadino dovrà pazientare ancora un po'. E così fa. Ma passato qualche giorno, il segnalatore decide di chiamare. È il 28 febbraio (il giorno prima della scadenza per gli italiani all'estero di far pervenire la scheda elettorale al Consolato) e da Canton un funzionario gli avrebbe comunicato al telefono che la sua scheda è tornata indietro. Così lui, non potendo recarsi a Canton il giorno stesso, non può votare. E, sempre secondo il segnalatore, gli avrebbero addirittura risposto che non è la sola vittima del disservizio: un terzo delle schede elettorali non arriverebbero a destinazione.

“Noi abbiamo le prove che le buste sono state tutte spedite”, ha risposto a Le Iene l'Ufficio Consolare di Canton, che abbiamo raggiunto telefonicamente. E quando facciamo notare che il problema non è spedirle, ma che arrivino, ci rispondono che “il cittadino aveva la possibilità di venire in Consolato e chiedere un duplicato”. Così il cittadino, che non era stato informato nelle email né di questa possibilità, né se la sua scheda fosse o meno tornata indietro al Consolato, si sarebbe dovuto organizzare per andare fino a Canton e sperare di avere la fortuna di beccare l'apertura dell'ufficio, e cioè fra le 10 e le 12. La maratona però non sarebbe finita lì: restava il pericolo di sentirsi dire che la sua scheda non poteva essere ristampata. Infatti, come riportato sul sito del Consolato, “la ristampa potrà essere effettuata esclusivamente nei casi in cui il plico elettorale sia stato restituito al Consolato Generale, dalla società di spedizione incaricata, con la dicitura 'non consegnato'”.

Il nostro segnalatore ci ha scritto: "Sono arrabbiatissimo. Se si acquista qualcosa su Amazon si può tracciare il pacco e riavere i soldi indietro... Ora come faccio a riottenere il mio DIRITTO VIOLATO di VOTO?!". Purtroppo nessuno glielo potrà restituire e a queste elezioni non potrà votare. Si può solo sperare che in futuro al Consolato prestino più attenzione, anche perché le schede elettorali mai arrivate non sembrano essere dei casi isolati.

 

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