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Untore dell'Hiv: rapporti sessuali non protetti da 9 anni, 228 le vittime

Claudio Pinti, 36 anni, autotrasportatore è stato arrestato ad Ancona. La polizia diffonde foto e un numero da chiamare. Un caso simile a quello di HIValentino, che voleva diffondere l'Aids, raccontato nel 2015 da Le Iene con Nadia Toffa

E’ stato già ribattezzato come un nuovo untore dell’Hiv. Positivo da 9 anni almeno, continuava ad avere lo stesso rapporti sessuali non protetti. Oggi ha un nome e un cognome. Claudio Pinti, 36 anni, autotrasportatore, è stato arrestato questa mattina con l’accusa di lesioni gravissime. E la lista delle sue vittime è veramente lunga: le vittime contagiate potrebbero essere 228.

La polizia di Ancona è arrivata a lui dopo la denuncia della sua attuale compagna che ha scoperto di avere l’Aids. Nel novembre scorso è morta una sua ex fidanzata, sempre di Aids. Gli inquirenti stanno cercando di individuare tutte le sue potenziali vittime. Gli sono stati sequestrati pc e tablet, perché il primo approccio avveniva proprio via chat

La polizia ha anche lanciato un appello: "Per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato, la Squadra mobile di Ancona sta cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con Claudio Pinti”, scrive la polizia in una nota allegando la sua fotografia che vedete qui in alto. Chiunque fosse in possesso di notizie utili è pregato di chiamare con urgenza il numero 0712288595.

Di un caso simile si era occupata anche la nostra Nadia Toffa. La Iena aveva ascoltato per prima la testimonianza di una vittima di ValentinoHIValentino, che è stato arrestato nel dicembre del 2015 con l’accusa di aver contagiato volontariamente con l’Hiv più di trenta ragazze, alcune minorenni, in una decina d’anni.

“L’ho conosciuto appena dopo i miei diciotto anni, siamo stati insieme per circa sette mesi”, racconta la testimone. “Prima di sottopormi a un piccolo intervento, ho fatto delle analisi e ho scoperto di aver contratto l’Hiv”. A quel punto le cade il mondo addosso, vuole vederci chiaro e si sottopone a ulteriori analisi. “Avevo una carica virale altissima pur non avendo mai avuto disturbi”. Arriva anche la chiamata dalla Questura: “Mi chiedono se conoscevo un certo Valentino e così mi convocano con urgenza”.  Solo lì scopre che l’Hiv l’aveva contratta da lui. Attraverso rapporti sessuali in cui il fine di Valentino era proprio quello di infettare altre persone. Altre trenta ragazze vivono lo stesso incubo. Tutto era partito da una di loro che, scoprendolo infetto, lo ha denunciato. “E’ stato tragico scoprirlo così”, continua la testimone. “Sono stata innamorata di un serial killer, di un pazzo che ti ha contagiata apposta assieme a mezzo mondo”.

Valentino, ribattezzato anche lui l’”untore”, seguiva un copione ben preciso. Sceglieva le sue vittime una a una. Le contattava via chat, quando poi si arrivava al rapporto sessuale il ritornello era il solito. “Lo facciamo senza preservativo perché è più bello”, mi ha detto. “Oggi noi vittime ci sentiamo su WhatsApp per supportarci aiutandoci l’una con l’altra”. Dalle conversazioni emergono dettagli sempre più raccapriccianti. “Ci sceglieva tutte vergini, ci voleva pure per infettarci. Stavo con un mostro. Poi i suoi gusti sono cambiati. Ha iniziato a cercare persone sposate, è stato anche con una donna incinta, una cosa orribile”. 

Guarda qui sotto il servizio completo di Nadia Toffa sull'untore HIValentino 

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